Oggi ci facciamo una coccola! Esci e vai a comprarti qualcosa di dolce, semplicemente un gelato o un pasticcino, oppure mettiti a sedere al bar e gustati una cioccolata calda, senti come stai meglio?

Fatto?
Dimenticavo!
Prima di uscire dal bar lascia un caffè sospeso per chi non se lo può permettere!
Poi quando rientri scrivi la tua esperienza

7 risposte a “5 dicembre 2023”
Non sono uscita, non posso. Ancora convalescente mi crogiolo nell’intimità della casa che mai come in questi momenti sento così affine a me, elemento vitale della mia persona. Non mi pesa non uscire, sto bene tra queste quattro mura, non mi manca neppure il sentiero che ogni giorno percorro… chilometri. Strano per una sempre in movimento come me. Perciò niente pasticcino, dolcetto … il caffè sospeso sarà un’altra occasione. La coccola oggi me la concedo così, a casa al calduccio a godermi questa insolita inerzia e poi chissà, se mi prende la voglia c’è sempre un cioccolatino che luccica giallo nella scatola, lì sulla cassapanca.
Oggi è una giornata nera.Due persone care stanno male e forse non ce la faranno. Non h bisogno di una coccola ma di consolazione. Affondo i denti nel budino di riso e mi lecco le labbra zuccherate nello stesso tempo. Bevo il caffè d’orlo e poi vado alla cassa e chiedo di lasciare un caffè pagato per qualcuno che ne ha bisogno o anche semplicemente voglia. La cassiera mi guarda cipigliosa e mi dice che no, non si può proprio. Quella è una zona difficile gira gente strana e non vogliono incoraggiare frequentazioni sgradite. Se entra qualcuno e chiede in mia presenza allora si può . Il budin era buono ma mi ha lasciato l’amaro in bocca. Domattina faccio un tentativo al bar vicino a casa. Lo conosco e forse accetterà. Vi tengo aggiornati
Oggi non posso, purtroppo. Niente dolcetto, proprio niente di niente. Da una settimana sto poco bene ma da questa notte mi ha colpito un forte virus gastrointestinale con aggiunta di febbre e passo il tempo tra il letto e il bagno (non è elegante scriverlo ma è la verità).
Ho fatto qualcosa di simile però sabato scorso. Sono entrata in uno dei tanti caffè di Torino e ho ordinato una monoporzione di torta al cioccolato e un the. Quel cioccolato, che coccola meravigliosa! E che bel calduccio in quel caffè-salotto. Tra l’altro i Torinesi frequentano abitualmente i caffè quindi, anche seduta da sola, ti senti avvolta dal calore altrui. Non accettano il caffè sospeso nei bar-caffè del centro ma, proprio sotto di portici di quel famoso Corso, dormono dei senzatetto. L’anno scorso ne ho visto uno che aveva, accanto alle coperte, dei libri in francese e stava leggendo. Di giorno arrotolano le loro cose e vanno in giro. Verso le 18, passando, li vedo già allungati sotto le loro coperte, tutti vestiti con sciarpa e berretti; casa e armadio sono un’unica cosa per loro. Mi hanno colpito due in particolare, uno è praticamente invisibile, vedi un cumulo di stracci che prende le forme di un corpo. Fuori però lascia una scatoletta di cartone in cui qualcuno mette qualche soldino. Ho pensato perciò di mettergli il necessario per una colazione. L’altro emerge leggermente dalle coperte, diciamo che si vede una parte di fronte quindi accorge di quello che gli accade intorno Per lui avevo preso nel caffè una brioche e l’avevo fatta incartare; L’ho posata accanto alla sua fronte; poteva essere la sua cena…
Oggi non è stata giornata di passeggiata, perchè sono reduce da una seduta di chemio. comunque anche qui in casa cerco di farmi delle coccole con quel poco che posso.
Di solito non vado al bar, non mi piace il caffè. Mi sono coccolata mangiando le scorzette di arancio candite ricoperte di cioccolato appena fatte da me, sono veramente buone. Per l’opera buona domattina, passerà, come tutte le settimane, “Mercoledì” e gli darò la solita monetina.
Oggi il momento dolce me lo sono preso insieme ad una mia amica. Ci siamo sedute in una piccola tradizionale pasticceria del centro e abbiamo ordinato due sakertort. Erano veramente deliziose accompagnate da un buon caffè. Il caffè pagato non l’ho lasciato perché non si usa, purtroppo, non siamo a Napoli. Penso che una piccola buona azione l’ho fatta perché questa mia amica era molto triste, si sente sola ed è in un periodo di paura di invecchiare e di perdere la sua sicurezza nei movimenti. Abbiamo parlato molto. Lei in particolare, perché aveva bisogno. Dopo l’ho vista più serena e quando ci siamo lasciate mi ha ringraziato per questo momento passato insieme.
Il piacere di andare al bar a prendere un caffe’ e basta(gia’mangio abbastanza) me lo concedo ogni volta che vado all’Auser ed e’di rito andare in 2,3 o piu’ a prendercelo come intervallo nel lavoro vorticoso che abbiamo da svolgere,e il caffe’spesso lo lascia pagato il Presidente a un immigrato che vende la sua merca li’fuori dal bar e capita spesso a vestirsi al nostro Centro del Riuso.