12 dicembre 2024

Oggi vi sottopongo la parola con cui ho chiuso il mio ultimo laboratorio e che trovo molto affascinante: Sonder.

È una parola inventata per definire un sentimento che altrimenti non avrebbe nome. La sensazione di quando si prende coscienza che non si è soli al mondo, quando vediamo qualcuno passare per strada e sentiamo, all’improvviso, che quella persona è come noi, ha una sua storia, ha affrontato successi, fallimenti, perdite. Ha amato, ha pianto, ha sofferto. Si è posto degli obiettivi, ha raggiunto risultati, ha dovuto affrontare cambiamenti, delusioni. Ha provato tutte le emozioni che conosciamo anche noi e la sua storia di vita l’ha portato fino al momento in cui noi lo stiamo osservando. E la sua vita si è sviluppata senza che noi intervenissimo in alcun modo o ne avessimo consapevolezza.

Provare l’emozione Sonder è importante per sviluppare l’empatia e la comprensione degli altri, perché ci permette di capire quale effetto abbiamo su chi ci incontra, perché le persone non sono personaggi del nostro film personale, in cui appaiono come comparse ma sono protagonisti con ruoli positivi o negativi.

Quando mi sono sentita/o Sonder?


Una risposta a “12 dicembre 2024”

  1. Quando incontro persone come E. Una donna coraggiosa che lotta contro in timore con gli occhi limpidi e un sorrriso tenue sulle labbra. Come A. Che sfodera la sua vita come un vaso di pandora da dove esce amore solidarietà e cura degli altri. E via dicendo al caldo della sorellanza.

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