Categoria: AlmanaccoFeb

  • 18 febbraio 2009

    18 febbraio 2009

    E vanno gli uomini ad ammirare le alte cime dei monti, le gigantesche onde del mare, le ampie rapide acque dei fiumi, la distesa sconfinata dell’oceano e le orbite delle stelle, e dimenticano invece di considerare sé stessi. S. Agostino

  • 17 febbraio 2009

    17 febbraio 2009

    È dai luoghi che dipende in larga parte il nostro stato. Sono i luoghi, soprattutto quando ne siamo lontani, quando ci vengono a mancare e non possiamo far altro che evocarli, che costituiscono la nostra memoria e permettono l’oblio. Jean-Baptiste Pontalis – Limbo, un piccolo inferno più dolce

  • 16 febbraio 2009

    16 febbraio 2009

    Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde.L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima. Vassily Kandinsky – Lo spirituale nell’arte

  • 15 febbraio 2009

    15 febbraio 2009

    Nelle stanze la voce maternasenza origine, senza profondità s’alternacol silenzio della terra, è bellae tutto sembra par nato da quella. Mario Luzi – Alla vita – 1935

  • 14 febbraio 2009

    14 febbraio 2009

    Ogni paesaggio è l’insieme che con un colpo d’occhio abbiamo scomposto, ogni vita non è da meno. D. Demetrio – Autoanalisi per non pazienti

  • 13 febbraio 2009

    13 febbraio 2009

    Oh essere un libro, un libro che viene letto con tanta passione! Elias Canetti

  • 12 febbraio 2009

    12 febbraio 2009

    Noi dobbiamo seminare.Sicuramente non germoglierà tutto,ma a noi basta che germogli un seme.Questo porterà degli altri frutti che produrranno degli altri semi.Se tu credi in una strada, devi ‘fare’;ci saranno mille persone che non crederanno, ne basta una,la vita è una catena aperta… De Domizio Durini, Il cappello di feltro

  • 11 febbraio 2009

    11 febbraio 2009

    Talvolta scopro una traccia di ciò che credevo definitivamente sepolto, una traccia minuscola ma sensibile: l’odore di un bosco di pini, il nome di una strada di paese, l’andatura esitante di un uomo che passeggia, il grido di un bambino o di un gabbiano sulla spiaggia e, di sensazione e sensazione, di traccia in traccia,…

  • 10 febbraio 2009

    10 febbraio 2009

    Io ce l’ho fatta Per superare un confineche dista cento passiserve soltanto un passodopo aver percorso novantanove passipieni d’imprevedibileprudenza. Mihai Mircea Butcovan, Borgo Farfalla, 2006,Eks&Tra Editore, Bologna(pag. 81)

  • 9 febbraio 2009

    9 febbraio 2009

    Davanti al dolore, sentiamo una duplice necessità: raccontare o tacere. Raccontare la propria tragedia, significa farla esistere nella mente di un’altra persona con l’illusione di essere capiti, accettati nonostante la ferita. Significa anche trasformare il proprio trauma in una confidenza che assume quindi un valore relazionale: “Sei l’unica persona cui l’ho detto”. Una volta condiviso,…