Categoria: AlmanaccoOtt

  • 11 ottobre 2009

    11 ottobre 2009

    È dai luoghi che dipende in larga parte il nostro stato. Sono i luoghi, soprattutto quando ne siamo lontani, quando ci vengono a mancare e non possiamo far altro che evocarli, che costituiscono la nostra memoria e permettono l’oblio. Jean-Baptiste Pontalis – Limbo, un piccolo inferno più dolce

  • 10 ottobre 2009

    10 ottobre 2009

    In tensione da mascella a tallone.Su di lui brilla olio a profusione.Campione viene acclamato solo chicome una treccia è attorcigliato. Ingaggia una zuffa con un orso nero,minaccioso (ma comunque non vero).Di tre grossi giaguari invisibilisi disfa con tre colpi, terribili. Divaricato e accosciato è divino.La sua pancia ha facce a dozzine.Lo applaudono, lui fa un…

  • 9 ottobre 2009

    9 ottobre 2009

    …le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste, con la punteggiatura nei posti giusti in modo che possano dire quello che devono dire nel modo migliore. Se le parole sono appesantite dall’emozione incontrollata dello scrittore, o se sono imprecise e inaccurate per qualche altro motivo – se sono, insomma,…

  • 8 ottobre 2009

    8 ottobre 2009

    Metti, o canora musa, in moto l’Eliconae la tua cetra cinga d’alloro una corona.Non già d’Eroi tu devi, o degli Dei cantarema solo la Minestra d’ingiurie caricare.Ora tu sei, Minestra, dei versi miei l’oggetto,e dirti abominevole mi porta gran diletto. O cibo, invan gradito dal gener nostro umano!Cibo negletto e vile, degno d’umil villano!Si dice,…

  • 7 ottobre 2009

    7 ottobre 2009

    Nell’autoritratto io trovo la meraviglia di non dovermi presentare al mondo se non essendo passata prima attraverso la mia visione. Il concetto di bello e brutto si trasformano in bene e male, in amore o odio verso me stessa ; in comprensione più o meno profonda di quello che mi sta accadendo. Così in una…

  • 6 ottobre 2009

    6 ottobre 2009

    “Spesso penso che la notte sia più viva e più riccamente colorata del giorno” Vincent Van Gogh

  • 5 ottobre 2009

    5 ottobre 2009

    «Non puoi venire – replicai – devo andarci da sola. » E tornai a ripeter gli quello che d’altronde lui sapeva già benissimo e cioè che in queste riunioni le femministe non volevano che ci fossero gli uomini, perché gli uomini avevano il vizio di parlare sempre loro e perché zittivano le donne direttamente o…

  • 4 ottobre 2009

    4 ottobre 2009

    Dovrò paragonarti a un giorno d’estate?Tu sei più amabile e più temperato:rudi venti scuotono i diletti boccioli del Maggioe l’affitto dell’estate ha durata troppo breve;talvolta troppo caldo l’occhio del cielo splendee spesso l’oro del suo volto viene offuscato;e ogni bellezza dalla bellezza prima o poi declina,spogliata dal caso o dal mutevole corso di natura.Ma la…

  • 3 ottobre 2009

    3 ottobre 2009

    A proposito di andare sott’acqua, immersi, riferisce Censorino: «Anassimandro di Mileto pensa che dall’acqua e dalla terra, sotto l’azione del calore, siano nati pesci e animali molto simili ai pesci, nel cui interno sarebbero cresciuti gli uomini, rimanendovi rinchiusi come dei feti fino all’epoca della pubertà; allora, rotto l’involucro, ne sarebbero usciti uomini e donne…

  • 2 ottobre 2009

    2 ottobre 2009

    I balconi del millenovecento Prima dei telefoni i balconi,si usciva fuori e si mandava a dire.Erano lo sfogo della casa, le ragazze non uscivano a spassotranne per la funzione, la domenica.Però stavano in vista sul balcone,passava il giovanotto, un fiore conficcato nell’ occhiello,una sbirciata a scippo, l’intesa fulminata,telegramma spedito con le ciglia.Al balcone tra i…