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30 settembre 2009

Te, mela,vogliocelebrareriempiendomila boccacol tuo nome,mangiandoti.Sei semprenuova come niente altro,sempreappena cadutadal Paradiso:pienae puraguancia arrossatadell’aurora! Quanto difficilisonoparagonatia tei frutti della terra,le uve cellulari,i manghitenebrosi,le prugneossute, i fichisottomarini:tu sei pura manteca,pane fragrante,cacio vegetale. Quando addentiamola tua rotonda innocenzatorniamo per un istantead esserecreature appena create :abbiamo ancora qualcosa della mela. Io voglioun’abbondanza totale,la moltiplicazionedella tua famiglia,voglio una città,una repubblica,un…
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29 settembre 2009

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28 settembre 2009

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27 settembre 2009

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25 settembre 2009

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24 settembre 2009

Tornerò Il mio compagno di vita sarà un uomo coraggioso, senza paura del lavoro,servo del prossimo,onesto e semplice, dai pensieri puriSaremo fornai e avremo forni.Molti figli intorno a noi.Per ciascun figlioPianteremo un albero simbolico.L’albero di Paulo, l’albero di Manoel,l’albero di Ruth, l’albero di Roseta Saremo allegri e canteremo sempre.I nostri panifici avranno fasci di grano…
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23 settembre 2009

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.– Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.– Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: – Perché mi parli delle pietre? E…
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22 settembre 2009

Il bambinoè fatto di cento. Il bambino hacento linguecento manicento pensiericento modi di pensaredi giocare e di parlarecento sempre centomodi di ascoltaredi stupire e di amarecento allegrieper cantare e capirecento mondida scoprirecento mondida inventarecento mondida sognare.Il bambino hacento lingue(e poi cento cento cento)ma gliene rubano novantanove.La scuola e la culturagli separano la testa dal corpo.Gli…
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21 settembre 2009

Dopo il bacio – dall’ombra degli olmisulla strada uscivamoper ritornare:sorridevamo al domanicome bimbi tranquilli.Le nostre manicongiuntecomponevano una tenaceconchigliache custodivala pace.Ed io ero pianaquasi tu fossi un santoche placa la vanatempesta e cammina sul lago.Io ero un immensocielo d’estateall’albasu sconfinatedistese di grano.E il mio cuoreuna trillante allodolache misuravala serenità. 25 agosto 1933 Antonia Pozzi – L’allodola

