Enrico Galiano: Eppure cadiamo felici (libro e serie TV)

Come è successo che mi sono seduta davanti alla TV a guardare una serie che parla di ragazzi incasinati e molto giovani? A volte le strade le devo percorrere al contrario per capire come sono arrivata in un certo punto, come mi è capitato un libro tra le mani e come mi sono trovata a guardare  una serie che potrei quasi definire “alla Delly”.
Per chi non fosse della mia generazione Delly era una scrittrice – o scrittore con pseudonimo – che quando io ero ragazzina scriveva romanzi che si chiamavano “rosa”. Poi i romanzi rosa sono evoluti nella collana “Harmony”, cambiava il nome ma non il contenuto, oggi non so come si chiamino i libri dedicati soprattutto alle ragazzine che rispecchiano il mondo in cui vivono, raccontato con un piglio romantico/avventuroso, un pizzico di disagio giovanile e un lieto fine assicurato. C’è sempre una fanciulla brutto anatroccolo, una famiglia disastrata, un amore romantico, un pizzico di mistero e poi… l’amore trionfa dopo disavventure e incomprensioni, che si aggiustano sempre nel finale.

Il trip è sempre lo stesso.

Beh, oggi le storie romantiche sono diffuse anche in serie tratte immancabilmente da libri del tipo descritto sopra.

A me deve essere rimasto un buchetto vuoto tra lo sterno e le costole che ogni tanto devo riempire con una lettura, o una visione, di una storia romantica, facile, facile, prevedibile, senza traumi, o con traumi che con due bacetti e qualche sguardo languido si superano. Oggi però gli autori ci mettono anche un po’ di casto sesso che attira e contribuisce a mettere un po’ di pepe sull’insieme della vicenda.

Ci sono cascata come una dodicenne e mi sono sorbita una dietro l’altra le sei puntate – brevi per fortuna –  della storia del brutto anatroccolo che incontra il giovanotto misterioso e come dice il titolo “cade felice” tra le sue braccia.

Ma non contenta di un bagno nella melassa mi sono scaricata il libro da cui è tratta la mini serie – gratis per fortuna – e me lo sono letto, cercando di evadere dal mondo reale di me, settantenne rincoglionita, e constatando che quando si porta la storia su un altro supporto – video in questo caso – è tutta un’altra faccenda. Insomma video e libro sono due vicende diverse con gli stessi protagonisti.  E devo dire che la versione letteraria – si fa per dire – è sicuramente migliore di quella video. Qualche problema in più, una scrittura più vivace e spigliata, molto più vicina al linguaggio giovanile, alcune trovate geniali, come l’amica immaginaria che dialoga con la protagonista, sempre brutto anatroccolo, ma con una testolina che il prof di filosofia ha inquadrato perfettamente. Qualche buona battuta, un dialogo un po’ più incalzante, qualche problema in più sparso qua e là, la nonna malata ecc…

Insomma direi che la riduzione TV – parola appropriata – è stata una vera riduzione.

Ma a proposito, come ci sono arrivata a perdere due giorni dietro a un romanzetto alla Delly? Mah. le vie della lettura sono infinite e a volte ci si trova anche – come Alice – a “cadere felice” nel paese delle meraviglie.

2 risposte a “Enrico Galiano: Eppure cadiamo felici (libro e serie TV)”

  1. I libri sono sempre più belli, coinvolgenti e approfonditi rispetto ai film anche se d’autore, figuriamoci rispetto a una serie televisiva.
    Per il resto niente sensi di colpa, fa bene far riposare ogni tanto la mente e ritornare in dimensioni ormai lontane nel tempo.
    Buone letture per la prossima settimana.

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