Giovanni Antonio Mocchi: “Incerte direzioni”

A volte le cose belle succedono, senza che uno se le aspetti, senza averle cercate, ma solo perché qualcuno ha pensato di fare qualcosa di bello per te, un gesto gentile, un dono sincero e disinteressato.

A me è successo quando ho ricevuto una mail da una persona che mi ha chiesto l’indirizzo perché voleva farmi avere il suo libro. 

Devo dire la verità, lì per lì, mi sono insospettita: perché mai uno sconosciuto voleva il mio indirizzo? Troppe truffe accadono in rete e le persone oneste spesso latitano. Ma poi ho deciso di fidarmi chiedendo a mia volta l’indirizzo per ricambiare il dono. Se la persona che mi aveva contattato avesse risposto, avrei anche io dato il mio recapito.

Dopo qualche giorno, nemmeno tanti per la verità, è arrivato il pacchetto, ben confezionato perché il contenuto non si rovinasse, e quando l’ho aperto ho capito il perché di tanta cura.

Si tratta di un libro fotografico, con copertina cartonata, di grande formato, che mi ha lasciato lì per lì interdetta. Io non mi occupo di libri fotografici, mi piace la letteratura, mi piacciono le storie di vita, ho letto moltissime autobiografie, molti saggi, ma – anche se la fotografia mi piace e anche io mi ci diletto – non sono una esperta.

Ho sfogliato il volume e devo sinceramente dire che mi ci sono persa dentro. Le foto erano esattamente quelle che se mi fossi trovata nei luoghi ritratti, avrei scattato io. Non bene come ha fatto Giovanni, non sarebbero state così belle e suggestive, ma sarebbero state le stesse inquadrature, le prospettive che si perdono nella nebbia, paesaggi vuoti di persone, ma con tanto fascino.

Il titolo “Incerte direzioni” fa pensare a passi che tastano il terreno in cerca di un percorso da scoprire, ma modificando leggermente il titolo – le parole sono magiche perché sono a volte aperture verso l’ignoto – si può leggere “In certe direzioni”. Ecco che allora le direzioni non sono più incerte, ma indicano una strada, un sentiero che si intravede e che si vuole raggiungere.

E su queste incerte/certe direzioni mi voglio fermare…

Grazie Giovanni di avermi fatto un regalo che ho apprezzato moltissimo.

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