Salvatore Congiu: “Parole al bivio”

«Amo le parole». Se c’è una cosa che amo sono proprio le parole perché con il linguaggio, se saputo usare bene si riescono ad esprimere tutti i nostri sentimenti, dalla paura e il dolore, alla gioia e alla felicità. Le parole sono spesso le chiavi che aprono porte che credevamo nascoste dietro un armadio o cancelli di giardini segreti, per questo sono abbonata alla newsLetter di “Una parola al giorno” che ogni mattina fa trovare un lemma diverso nella mia casella di posta.

È anche per questo che quando la “Premiata Ditta” UPAG vara un suo saggio mi affretto a comperarlo per capire e soprattutto approfondire i significati che le parole assumono nella nostra bella e musicale lingua.

Parole al bivio mette l’accento sul significato che le parole assumono nelle varie lingue, quelli che si chiamano “falsi amici”, croce e delizia di chi studia una lingua straniera. Le parole con una etimologia comune si biforcano e assumono significati a volte molto distanti tra loro che è bene conoscere per non fare cattive figure oggi che con la multiculturalità si viene sempre di più in contatto con le lingue straniere – che poi, a ben vedere, straniere non sono.

Tutti i linguaggi hanno un’origine comune ed è affascinate vedere come i significati possano essere diventati così divergenti col passare del tempo.
Parole in inglese, francese, tedesco e spagnolo oggi le troviamo quasi quotidianamente sulla nostra strada quindi perché non capire che cosa è successo nell’evoluzione della lingua e, soprattutto, come mai è successo.

Nel libro vengono trattate 8 modalità che hanno portato al differenziarsi della lingua e creato significati diversi per parole molto simili: differenze per sineddoche, per metonimia, per metafora, per ambiguità semantica, per fedeltà etimologica, per differenze culturali, per creatività e infine per divergenze parallele. Sono 72 le parole esaminate e presentate tracciando la strade che le ha portate a un certo punto a divergere per assumere significati più o meno differenti.

Un saggio interessante che va letto prima nelle introduzioni ad ogni mutamento poi andando con curiosità a “spulciare” parola per parola. Quello che incuriosisce di volta in volta, non è necessario leggere tutto di seguito, non è un romanzo.

Un esempio per tutte: il verbo imbarazzare. “Che una gravidanza possa essere imbarazzante non è una novità. Ma in spagnolo lo sono tutte!” Questa l’introduzione, ma perché in spagnolo la gravidanza è “imbarazzante”? Leggere il saggio per scoprirlo.

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