
Finalmente!, Era ora! Ce l’ho fatta! Ho finito, terminato di leggere il libro di Giartosio.
L’ho comperato a Sestri Levante la scorsa estate e ho cominciato subito a leggerlo, ma mi sono accorta immediatamente che non era un libro balneare, mi ci voleva troppo tempo, troppa concentrazione. Allora l’ho lasciato, non del tutto, ogni tanto lo riprendevo in mano ne leggevo qualche pagina infilando infiniti foglietti tra le pagine per segnalare passaggi interessanti e che mi colpivano.
Finalmente nel momento in cui anche io mi sono sentita meglio, fisicamente e psicologicamente ho deciso di affrontarlo. Autobiogrammatica è uno di quei libri che devi centellinare, leggere poi rileggere, apprezzare qualche passaggio, ammirare il linguaggio che non è per niente scontato facile. Autobiogrammatica è un libro “colto”, scritto da una persona “colta” che sa maneggiare la lingua italiana in modo sopraffino, cucinare le parole per farne manicaretti che deliziano gli occhi anche se a volte serve un buono stomaco per digerirli. Non so quante volte mi sono dovuta fermare e andare a cercare il significato di qualche parola sul dizionario, parole che rendevano benissimo l’idea di quello che dovevano significare, che orecchiavo, ma di cui dovevo andare a cercare il significato nascosto.
Autobiogrammatica mi ha riportato ai primi tempi dell’Università quando seguivo le lezioni di linguistica italiana col prof. Tavoni e quando su suo suggerimento mi sono provata a scrivere anche io una mia ignobile autobiografia linguistica. Giartosio ci racconta in questo libro quale è stata la sua autobiografia linguistica di quanto le parole, ma ancora prima i suoni sono stati fondamentali per la sua crescita e poi la sua educazione.
Ciascuno ha una sua lingua, che assomiglia a quella dei parlanti del suo paese, ma che differisce profondamente per lemmi, accenti, modi di dire, dialettismi, idioletti, suoni che richiamano la storia di chi sta parlando. È indubbio che ciascuno ha una propria lingua personale e familiare, abitudini che lo rendono unico.
Attraverso un percorso interiore Giartosio ci guida sulla sua strada linguistica, un strada che si intreccia con quella di chi gli sta accanto, una strada che ci viene spianata davanti e che dobbiamo percorrere per forza prima di farcene una tutta nostra e personale. “Con le parole possiamo fare ciò che vogliamo“
Autobiogrammatica, penso lo avrete capito, è un libro difficile, ma anche affascinante, Giartosio ricostruisce una specie di Torre di Babele in cui ha immagazzinato tutte le parole apprese e anche quelle sconosciute, uno spazio in cui andare a cercare la sua intima essenza di uomo e poi di cittadino.
“Le parole, a volte, dettano le nostre azioni. Non ne siamo quasi mai consapevoli. Crediamo di aver scelto di volare in una certa direzione, ma in realtà siamo guidati dagli ultrasuoni che noi stessi emettiamo.”
La sua riflessione è acuta e rigorosa, una vera e propria grammatica personale a cui attingere per illuminare quello che è la sua vita, i suoi desideri, le promesse che gli riserva il futuro. Lui è le parole che pronuncia, così come ognuno di noi è connotato dal linguaggio che usa per comunicare col mondo.
Libro difficile. Sì! Ma anche dal fascino irresistibile, solo che si riesca a entrare nei meandri della lingua che non è mai fatta di soli suoni e parole.


3 risposte a “Tommaso Giartosio: Autobiogrammatica”
Come sempre grazie di condividere con noi le tue letture. Questo libro mi incuriosisce molto.
In realtà quello che mi fa felice è aver letto che ti senti meglio fisicamente e psicologicamente. Grazie anche di aver condiviso questo. Anche se ci conosciamo poco, ti sono grata per i tanti bellissimi laboratori di scrittura, che mi hanno fatto crescere tanto, e il pensiero della tua sofferenza fisica… confesso che è stato un dispiacere che accompagnava la lettura del tuo blog. Un abbraccio e auguri di stare sempre meglio.
Grazie Giovanna, spero di risentirti presto… un abbraccio.
[…] Tommaso Giartosio: Autobiogrammatica – Un libro da leggere a pezzetti, infatti ci ha messo molti mesi, oltre a molte sottolineature e rallentamenti per approfondire. Credo sia un libro fondamentale per chi si occupa di autobiografia, soprattutto linguistica. […]