
Dedicato a Leo…
Ontologia della rosa
“Una rosa è una rosa è una rosa”, come congetturava Gertrude Stein, o è anche qualcos’altro? Tante, tantissime altre cose e persone e concetti è la rosa – senza smettere di essere una rosa – o meglio lo sono le sue metafore e i suoi simboli: nascita, vita, fioritura, fugacità, bellezza, amore. Per non parlare della simbologia cristiana della Vergine Maria come rosa e delle sante delle rose.
Ma la rosa, sub specie metaphorica, è anche e soprattutto rotondità e circolarità. La rosa coi suoi molti petali è rotonda e ha un cuore profondo e centrale, verso il guale tende. E la rotondità è ciò che muove e che si muove, alla luce della radice indogermanica ri, “andare”. La ruota è ciò che va e un rito è un procedimento. La ruota della rosa scorre come la parola. La nostra lingua ha perso il senso del parlare come “scorrere”, presente invece nel greco réò, conservandolo solo nei termini di retorica, retore ecc. Possiamo tuttavia recuperare questo senso nel discorso e nel discorrere, che sono anch’essi movimento e parola.
La ruota della rosa gira e danza: girano la rosa e la ruota e la ghirlanda e la corona di rose e la corona del rosario. Girano e danzano la ruota dell’arcolaio e il girotondo dei bambini, girano e danzano e legano e tengono insieme il mondo.
Sarà questo il mistero della rosa, quello che spinge il poeta Giorgio Caproni alla drastica asserzione:
Buttate pure via
ogni opera in versi o in prosa.
Nessuno è mai riuscito a dire cos’è,
nella sua essenza, una rosa.
da: La filosofia delle piccole cose – Francesca Rigotti

