Seminario: “Scrivere di penna e di tastiera

10-12 luglio 2015 – Il Report

Il seminario che si è svolto ad Anghiari dal 10 luglio è stato forse uno dei più anomali promossi dalla Libera Università.
Apparentemente non si parlava esplicitamente di autobiografia, ma il tema autobiografico era comunque presente anche solo per il fatto che ciascuno dei partecipanti si occupa di autobiografia e cercava le modalità migliori per poter valorizzare testi raccolti, scritti o recuperati in progetti, laboratori o interessi personali.

Come conduttrice ho cercato nello svolgimento del seminario di mantenere la metafora del cucinare e quindi nel pomeriggio di venerdì si sono esaminati gli ingredienti che compongono un testo, ma soprattutto ciò che serve a una revisione accurata dopo che si sono superate le fasi di progettazione e redazione.
Ci siamo messe (parlo al femminile nonostante la presenza di un rappresentante del sesso maschile) nei panni di un editor e abbiamo passato in rassegna tutte le competenze necessarie a una revisione del testo, per realizzare un prodotto curato nella forma e nel contenuto.
Ci siamo anche cimentate nella revisione di un estratto di un testo autobiografico uguale per tutti e subito si sono evidenziate le differenze di approccio: intervenire, come? quanto? perché?
C’era chi avrebbe voluto buttare ogni cosa nel cestino sconsigliando l’autore ad andare avanti e chi si metteva nei panni di chi desiderando scrivere di sé ha bisogno di una guida che lo indirizzi, senza sopraffarlo, rispettando errori e punti di vista.
Abbiamo parlato di lessico e di grammatica, di sintassi e di relazioni gerarchiche tra le varie parti del testo.

Sabato si è cominciato a lavorare con il computer e ci siamo trovati catapultati nella “Babele dei SoftWare”, che ci ha fatto capire quanto la tecnologia, anzi le diverse forme di tecnologia influenzino il lavoro di chi ha bisogno di operare una revisione linguistica e strutturale.
Siamo riuscite a sperimentare gli stili da applicare al testo, a sistemare i titoli e collegarli agli indici, a formattare una pagina con le misure e i margini stabiliti da noi stesse. Abbiamo forzato l’uniformità di Word per personalizzare ciò che andava disposto sulla pagina.
Abbiamo inserito immagini differenziando i formati tra la stampa e la pubblicazione sullo schermo.
Nella calura di una giornata estiva siamo riuscite a creare paratesti convincenti, provando a scrivere una quarta di copertina, riflettendo sull’importanza del titolo e della copertina.

Domenica infine ci siamo dedicate a tutto ciò che concerne la diffusione del testo, sia esso stampato o digitale (libro versus eBook), abbiamo cercato di capire come volgere a nostro favore i social network (facebook, twitter e Linkedin per es.) per far conoscere la nostra opera.
Poi come gestire un contratto di edizione, quali sono i diritti sulle vendite e quali canali di vendita si possono usare.

Nei tre giorni del seminario abbiamo capito come confezionare una bella torta, degna di un grande pasticciere, o come cucire un vestito degno del contenuto al nostro testo che era arrivato grezzo e senza forma sui tavoli del seminario.
Una cavalcata attraverso mezzi e opportunità per realizzare un contenitore che possa valorizzare un testo, soprattutto autobiografico.

La presentazione

 Scrivere è un po’ come cucinare: si può fare in tanti modi.

Buttando sulla pagina parole alla rinfusa che vengono servite “sciocche” e poco appetibili oppure metterci un po’ di impegno per far si che ciò che serviamo sia bello, accattivante, duri nel tempo e tutti possano gustare.

Certo non siamo tutti chef, così come non siamo tutti scrittori, ma un po’ di buona volontà riesce spesso a fare miracoli.

Si scrive, così come si cucina, per piacere o per dovere, ma in tutti i casi quando andiamo a servire il prodotto del nostro lavoro vorremmo che tutti coloro ai quali lo porgiamo ne gradiscano la lettura, ne gustino il senso e ne ricordino il sapore del leggere.

Imparare a cucinare i propri scritti è arte spesso sottovalutata, specialmente oggi che sembra tutto facile, e disponiamo di atrezzi sofisticati, come i wordProcessor che impaginano senza che quasi ce ne accorgiamo.

Ma anche gli atrezzi vanno saputi usare, è noto che normalmente si usa Word per il 10% delle sue potenzialità, così come usiamo in modo parsimonioso le possibilità che la rete ci offre per conservare i nostri preziosi lavori. Sprechiamo tempo a ricercare i file che abbiamo creato nei meandri del nostro disco fisso, quando basterebbe tanto poco per una corretta archiviazione.

Da ultimo, ma non è meno importante, spesso non riusciamo a far conoscere ciò che scriviamo.

Ebbene questo seminario è per voi che ambite a cucinare un testo grammaticalmente e sintatticamente corretto, impaginato in modo gradevole, conservato dove possiamo ritrovarlo e servito a chi lo vuole leggere sullo schermo più adatto.

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