
È terminata la serie dei balli, che dire? Mi sono sentita tirata in ballo tra quadriglie, mazurche, valzer e tarantelle.
In questo periodo della mia vita ho ballato molto, passando dalle braccia di uno a quelle di un altro, tirata, spinta, ho fatto giravolte e plié, mi sono fatta prendere dalla musica, oppure sono andata decisamente con ritmo sincopato, ho ballato con un solo partner e ho fatto balli di gruppo, sono stata guardata e giudicata peggio che a “Ballando con le stelle” senza la possibilità di vincere niente.
Ora continuerò a ballare, probabilmente per conto mio, davanti allo specchio mi farò la riverenza, mi solleverò sulle punte e immaginerò di essere Carla Fracci sapendo benissimo di essere grassa, goffa e un po’ ridicola, ma con la testa alta davanti a un pubblico solo mio e con il piacere di sapere che non è necessario essere belle, magre e aggraziate per godere di una danza la cui musica viene da dentro di me.
L’immagine è di Fabio Fiorese: Sogno allo specchio

