
Sabato è cominciato male perché il mio “bambino grande” detto anche Mac1 non ne voleva sapere di svegliarsi. Non si accendeva. Stanco del lungo lavoro, è nato a metà del 2007 quindi compie proprio in questi giorni 10 anni, voleva andare in pensione.
Ero disperata, le ho provate tutte. Piccole scosse accedi/spegni, riposini dopo il boom iniziale… niente, lo schermo rimaneva una desolata landa bianca.
Ho allora preso appuntamento al Mac Genius ai Gigli. Conferma immediata, miracolo!
Alle 15.00 sotto un sole cocente ho messo il pupo in macchina e mi sono diretta verso la bolgia del Centro Commerciale arrivando nel fresco accogliente dell’Apple Center sudata fradicia.
Il Mac1 è stato accolto con tutti i riguardi dovuti a un grande vecchio, è stato pulito accuratamente, sistemato su un grande tavolo accanto a nipotini di tutti i generi. Spero che si sia sentito accudito e accolto, io mi sono sentita proprio così.
Connesso alla rete, uno stetoscopio elettronico è stato collegato al suo cuoricino stanco e il gentile ragazzo/Genius ha potuto constatare che era ancora vivo. Il problema era un momentaneo stato confusionale che non faceva trovare la porta di ingresso al sistema operativo. Tutto il resto funzionava ancora benissimo. Tutte le sue rotelline hardware erano a posto, quindi è bastato reinstallare il sistema operativo e dopo il “boom” iniziale è arrivata la sospirata mela che diceva: “Ci sono, eccomi qui di nuovo!”.
Mac1 mi è stato riconsegnato raccomandandomi, una volta a casa di fare il backup dal disco esterno. Una volta ricaricati tutti i dati, sarebbe stato a posto.
Poi meraviglia, quando ho chiesto quanto dovevo al guaritore, la sorpresa è stata: “Nulla!”. La Apple ci tiene ai suoi computer e problemi software sono risolti a prescindere dall’età del malato. Non serve la garanzia.
Uno dei meravigliosi Genii del negozio mi ha accompagnato fino alla macchina con il mio prezioso Mac1 in braccio e io sono arrivata a casa felice di poter avere di nuovo il mio “bambino grande” sul tavolo. Ora sto scrivendo sulla sua tastiera e lui mi sorride, non lo vedo, ma so che mi sorride.
