
Sono andata al cinema a vedere: “Il corriere / The mule”.
Bello, mi è piaciuto moltissimo, Eastwood è magistrale nella sua vecchiezza, dignitosa e altera. A novant’anni nessuno ti può toccare, non c’è più niente da perdere, anche fare il corriere della droga può servire per riscattare una vita. I grandi vecchi sono al di sopra della giustizia, possono morire, ormai hanno vissuto, non hanno più aspirazioni tranne quella di riscattarsi dagli errori fatti. Stare finalmente accanto alla moglie negli ultimi momenti è più importante che consegnare il carico e non spaventano le minacce e gli interessi di chi vede solo un affare.
Chissà perché i vecchi fanno sempre simpatia, almeno quelli che ancora conservano una propria dignità, che sanno di essere vecchi, ma osservano ancora con occhi disincantati il mondo.
Fa sorridere l’ingenuità che si scorge nei gesti impacciati davanti alla tecnologia, fa tristezza vedere il rimpianto negli occhi di chi ha vissuto tanto, ma ha saputo purtroppo dare troppo poco.
Fa tenerezza vedere che è la nipote che ricuce i rapporti col nonno e riporta a casa chi si era allontanato.
Un bel film, un po’ triste, ma non tristissimo, alla fine c’è una speranza ancora di riscatto, di riconciliazione, di ricucitura e una fioritura di bellezza.

