Jean Hanff Korelitz: “The undoing: Le verità non dette”

Cosa succede quando la vita che si è costruita con tanta fatica, con tanto amore e dedizione improvvisamente comincia a sgretolarsi, un granello alla volta, poi un ciottolo che ne trascina altri, fino alla frana che tutto travolge. Mi è capitato di provare la sensazione di impotenza qualche volta quando camminando su un sentiero in montagna il piede non trova più appoggio e comincia a scivolare giù, ma anche quando una parola apre uno spiraglio su situazioni che non vorresti mai conoscere e che aprono voragini inaspettate. 

Un matrimonio, perfetto, in apparenza, lei bella, intelligente, in carriera, un marito amorevole, famoso, bravo nel suo lavoro, ma anche padre perfetto per un figlio che è come qualunque genitore vorrebbe avere. Poi… basta una parola, poi due, poi frasi che insinuano dubbi e sospetti e la bellissima moglie diventa colei che non sa, non sapeva e forse non avrebbe mai voluto sapere. Un delitto, orribile, un sospetto, che poi diventa certezza, una fuga da tutto ciò che non si era visto e che si darebbe dovuto vedere e sapere. Il rifugio nella solitudine prima per riflettere per raccogliere i pezzi, per ricostruire ciò che si era e che si era abbandonato, rifiutato, messo da parte per un amore così esclusivo che invece di far crescere, rende schiavi. 

Ritrovare a poco a poco la lucidità in fondo alla frana, stupendosi che non ci si è fatti in fondo troppo male che le ferite rimarranno, ma guariranno e saranno solo cicatrici da mostrare o nascondere a seconda di chi hai davanti. Avere il coraggio di scoprire che si è forti, anche se non lo si sapeva, che si è coraggiose, anche se si ha paura. Un libro dedicato a tutte le donne che hanno perso l’equilibrio su una frana e si sono rialzate proseguendo il cammino.

Aggiungo qui alcune osservazioni sul libro e sulla serie che ho scritto sempre il 28 gennaio del 2021.

Sono alcuni giorni che rimugino su un libro che ho letto e che mi ha preso abbastanza, no, mi ha preso e basta. Ho partecipato a un gruppo di discussione con alcune donne/ragazze per commentare una mini serie TV che stanno trasmettendo su Netflix: The Undoing, le verità nascoste. E uno dice subito: “che cosa c’entra il libro con la mini serie?”

Mi piacciono le serie un po’ romanticone che intrecciano la storia con un giallo, non troppo splatter. The Undoing sembrava perfetto con quel gran fico di Hugh Grant e Nicole Kidman. A parte certe incongruenze che in effetti mi hanno lasciato perplessa, certe cose decisamente improbabili in linea di massima non l’ho trovato malaccio. Una miniserie che si fa guardare. Poi ho partecipato al gruppo di discussione e ho capito tutto. Ho capito come si guarda un film – o una serie – come si può smontarlo pezzo per pezzo, e come le mie perplessità erano assolutamente fondate.

Persone che sapevano quello che dicevano. Soprattutto una mi ha messo una gran pulce nell’orecchio che continuava a ronzarmi e a darmi un gran fastidio tanto da voler appurare ciò che era stato detto. Visto che la miniserie è stata tratta da un romanzo ho voluto leggere il romanzo, anche perché quasi tutte le critiche venivano dalla trasposizione da carta a video e dalla sceneggiatura che non aveva per niente seguito lo svolgimento del romanzo.

Quindi… ho comperato l’e-book e mi sono letto il libro che si intitola “Una famiglia felice” di Jean Hanff Korelitz. Il libro è completamente diverso! Intanto il punto di vista; nel romanzo parla la protagonista in prima persona e quindi tutto ruota intorno a lei, c’è una evoluzione dall’inizio alla fine del personaggio che cresce costantemente riacquistando dopo un fatto tragico – un omicidio – la propria autonomia e la consapevolezza di sé. Nella miniserie ci sono parti completamente inventate che a guardarle col senno di poi – la lettura – non ci stanno proprio e stravolgono tutto il senso della storia. Leggere il libro mi ha convinto una volta di più che se guardo una serie non devo leggere il libro, se leggo il libro non devo guardare la serie, se guardo e leggo mi trovo come tra l’incudine e il martello, tra due storie che non corrispondono e battono entrambe martellandomi e confondendomi. Tra l’altro la prima copertina del libro (uscito nel 2016) mi sembra molto più azzeccata rispetto a quella che è stata utilizzata ora con i due attori, così come il titolo originale (Avresti dovuto sapere). Bella quella linea che spacca la parola ‘famiglia’.

Partecipare al gruppo inoltre mi ha dato la misura della critica e delle osservazioni che possono essere fatte anche su un prodotto video. Sono abbastanza capace di recensire un libro, riesco a vederne i punti di forza e debolezza, ma recensire un video non è la stessa cosa e ne ho avuto la conferma – cioè non la conferma perché non lo sapevo proprio come si recensisce un video!!! Io lo guardo, sento a pelle se mi piace o non mi piace, se riesco ad accoglierlo o lo respingo, mi faccio se necessario qualche lacrimuccia e cambio canale. Ma ora uno spiraglio di porta si è aperta e proverò a guardare dentro la stanza, senza ancora entrare però… perché mica mi sento pronta.


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