Oggetti e cose

Ultimamente tendo a regalare parecchie delle cose che ho a casa, con un sentimento contraddittorio, regalo cose e accumulo cose. Continuo ad accumulare oggetti che mi piacciono, e nello stesso tempo regalo oggetti alle persone che mi vengono a trovare.

Devo dire che leggere il volume “Biografie di oggetti, storie di cose” mi ha aperto un mondo che conoscevo, ma a cui non avevo mai fatto caso. Quando si dice guardare, ma non vedere… Io guardavo tutto ciò che mi circondava, ma non riuscivo a vedere ciò che di intrinseco c’era, ciò che gli oggetti e le cose mi dicevano.

Il libro è bellissimo e mi piace molto; l’ho comperato tempo fa attratta dal titolo: “Biografie di oggetti, storie di cose”. Ricordo che mi colpì immediatamente la dualità del titolo, Oggetti – Cose. Biografie – Storie. Ma non erano la stessa cosa? e perché unire le biografie agli oggetti e le storie alle cose?

Gli oggetti – come i giocattoli di Toy Stories – hanno una loro vita e quindi una loro biografia, nascono, vivono intensamente anche a nostra insaputa e poi muoiono. Le cose hanno una storia spesso riferita a noi che li possediamo, suscitano storie, sono legati indissolubilmente alle nostre storie e la loro diventa parte della nostra.

(Tra parentesi avevo letto tempo fa un altro libretto – che ora non riesco a trovare… – che mi aveva colpito e che raccontava la storia di un libro che passava di mano in mano…)

Dopo questo libro – quello delle biografie e delle storie – ho cominciato a pensare che gli oggetti e le cose che mi stanno accanto hanno diritto a una loro storia distaccata dalla mia ed è per questo che ho cominciato a regalarli. A una amica che veniva da me dicevo prendi qualcosa, sarà un ricordo di me per te e l’oggetto cambierà casa, la sua biografia sarà più movimentata e la sua storia si intreccerà non solo con la mia ma anche con la tua. Ho anche cominciato a regalare oggetti, quelli un po’ più preziosi, a mio figlio e a mia nuora, i miei eredi naturali…

E poi, siccome sono “matura”, gli anni che mi restano sono sicuramente meno di quelli che ho vissuto, ho dato disposizione a mio figlio che quando me ne sarò andata tenga aperta la mia casa per un bel periodo di tempo e inviti tutte le persone che mi conoscevano a venire a prendere un pezzetto di me.

Quindi non mi interessa che San Pietro mi restituisca in un sacco tutti gli oggetti regalati o perduti, sono da qualche altra parte a vivere una loro vita, accanto ad altre persone a creare altre storie assieme ai loro nuovi amici. E poi… io che me ne farei?

Anche con i libri a volte faccio la stessa cosa… mi capita di abbandonarli su una panchina, su un sedile del treno… mando loro un ultimo bacio e faccio loro gli auguri: che possano trovare qualcuno che li raccoglie e li possa amare come io amo gli oggetti/cose che mi stanno intorno.

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