“Nomaland”: il film

Ieri sera di nuovo al cinema, questa volta Nomaland, film molto diverso da quello che ho visto domenica, un po’ lento all’inizio, ma poi ti prende e anche qui l’interpretazione della protagonista Frances McDormand veramente da Oscar meritatissimo, ma anche la doppiatrice Antonella Giannini.

Secondo me avrebbe meritato un Oscar anche la fotografia, splendida, è un film da vedere, anche se non fa parte di quei film che rivedrei. Peccato che il sonoro del Grotta all’aperto sia un po’ dispersivo e a volte non capivo le parole del dialogo, non che fosse molto importante… Un film tipicamente americano che forse solo un americano può capire del tutto. Un viaggio circolare, in un modo o nell’altro si torna sempre dove si è partiti.

Uno dei criteri che mi fanno dire se un film mi è piaciuto o meno è quello di domandarmi: Lo rivedresti? Così come un libro: lo rileggeresti? Nomaland, non lo rivedrei se non per fissare meglio nella memoria i paesaggi americani selvaggi e desolati, ma anche ricchi di colori e silenzi. La storia no, troppo diversa dal mio mondo, non sono proprio riuscita a identificarmici, non solo io rifuggirei un simile stile di vita, ma io non sono americana e neppure nomade.

Ho bisogno della casa, anche se pure la protagonista ha una casa una specie di chiocciola che si porta dietro e che personalizza a sua immagine, proprio come faccio io con la mia senza ruote. Ma la somiglianza si ferma qui. 

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