Sepulveda in “Raccontare resistere” ci dice: “Scriviamo su ciò che siamo, su ciò che abbiamo vissuto […] con un attrezzo che è la nostra esperienza vitale“.
Quando si scrive non facciamo altro che usare la nostra esperienza, quello che sappiamo e quello che conosciamo. Abbiamo visto quale influenza hanno avuto le persone che sono state le nostre radici, ma anche le abitudini, le usanze che ci portiamo nel nostro bagaglio culturale.

Torniamo all’infanzia, pensiamo alla nostra infanzia e ricordiamo ciò che era il Natale. Vi ricordate la Tombola? C’è ancora l’abitudine di mettersi intorno a un tavolo e giocare?

5 risposte a “3 dicembre 2023”
Un tuffo nel passato. La tombola mi ricorda le feste natalizie passate dagli zii a Palermo. Si perché dopo la morte del babbo, avevo 8 anni, le feste le passavo con la mamma a Palermo.
Grandi tavolate in allegria. Gli zii, i loro amici , le mie cugine, Black, Azor, i pastori tedeschi. C’era un’atmosfera magica, un mondo che a casa non avevo.
Devo proprio tornare all’infanzia per ricordare la tombola e la gioia del Natale.
A Natale erano invitati a casa mia i quattro nonni e la zia. Loro portavano gli ultimi regali, quelli che Gesù Bambino aveva lasciato nelle loro case per me. Che gioia spacchettare e cercare di indovinare il regalo che non deludeva mai! Dopo lo scambio dei doni ci si metteva a tavola in sala dove c’erano l’albero decorato e il Presepe. Ogni anno tra i regali c’era un disco con musiche natalizie che ovviamente faceva da sottofondo al pranzo con mio papà che brontolava sommessamente perché quelle musiche gli mettevano tristezza. Ma come riuscivamo a mangiare così tanto? Io ricordo che si iniziava con una serie di antipasti piemontesi gustosissimi e poi i cappelletti e le seconde portate per finire con panettone e il Montebianco, un dessert con panna e castagne dolcissimo fino alla nausea, che faceva sempre la mamma. Si rideva, si scherzava, i nonni erano giocherelloni e mi facevano divertire; ero l’unica bambina ma non sentivo la mancanza di altri piccoli.
Però non vedevo l’ora di arrivare a fine pranzo per iniziare la tombola.
Il tavolo con la tombola e i regalini-premio era già pronto. L’inizio era entusiasmante, il nonno Pietro leggeva i numeri, il nonno Carlo vinceva un bel po’ di premietti poi, a poco a poco, cresceva la noia, mia e degli adulti, e si giungeva alla fine del gioco con grande gioia di mio papà, che mal sopportava anche la tombola oltre che le musichette natalizie. Quando la tombola tornava nel mobile in cui era custodita, papà ogni anno ripeteva ” Bene, anche quest’anno abbiamo dato”. Scoppiavamo in una risata perché sapevamo quanto poco gli piacessero questi riti natalizi obbligati. Ci si preparava per cenare con un brodino seguito da qualche fetta di vitello tonnato. A me il vitello tonnato che in Piemonte mangiamo spesso, porta un po’ malinconia perché è ricordo della sera di Natale quando poi nonni e zia tornavano a casa. Ora che sono più che adulta ammetto di assomigliare a mio papà: le musichette natalizie mi infastidiscono specie se suonate per strada e a tombola, dai tempi dell’infanzia, non ho più giocato.
Sono rimasti i ricordi belli…e tante sedie vuote di chi purtroppo non c’è più.
Per me il Natale iniziava ed inizia anche ora la sera del 24 dicembre. Quando ero piccola, dopo la messa, tornando a casa trovavo l’albero illuminato e sotto i regali che aveva portato babbo Natale. Che emozione!! Il giorno dopo mi gustavo al meglio i regali ricevuti e dopo pranzo, che facevamo con gli zii e le cugine, tutti a giocare a tombola vicini ad un bel focolare.
Si esiste ancora, qualche volta. Sempre nel pomeriggio dopo il pranzo , con le vecchie cartelle rosa dei miei, inumeri di legno e i fagioli secchi nella bustina di stoffa azzurra coi lacci rosa . I fagioli per segnare non sono gli stessi e neppure le monete impilate in testa al cartellone.Quello che non cambia sono i salti di gioia quando si fa il primo ambo. Chissà perché ha sempre contato più dellatombola
Da quando sono andata via da casa a 23 anni il Natale ho smesso di festeggiarlo finchè non ho avuto i figli ,il primo a 32 anni ,ma il pomeriggio non ricordo se,insieme ai miei genitori e alla nonna Lellina, si giocava a tombola o a inaugurare i regali, soprattutto costruzioni e puzzle. Ho ripreso questa usanza da poco tempo,e cioe’da quando nel pomeriggio di Natale vado in un’altra famiglia, quella delle mie amiche di Lugo che si ritrovano qui a Firenze il 25 e mi accolgono a fare la tombola,visto che rimango da sola dopo pranzo perche’ ho un figlio all’estero,l’altro il pomeriggio se ne va e il mio compagno spesso è con il figlio. E io… ritrovo le amiche, la mia altra famiglia con cui ai tempi dell’universita’passavo le giornate.