
Da un po’ di tempo mi rendo conto di essere maldestra, sì mi sembra la parola giusta. Maldestro significa: “qualcuno che rivela goffaggine, imbarazzo, disagio”.
La mia è goffaggine.
Le mie mani non afferrano le cose e tutto mi cade, mi muovo e urto qualcosa che finisce per terra, sto rompendo, sbeccando, piatti e bicchieri, io che in vita mia non ho mai rotto niente. Il mio prezioso servizio di piatti è ancora intatto, e infatti non lo uso, perché oggi non so se nelle mie mani durerebbe. Sto pensando di trasferirlo a casa di mio figlio, ma lo adoro e mi sembra ancora presto.
L’altra mattina nell’afferrare la tazza della colazione mi è caduta di mano e mi sono rovesciata addosso il caffellatte, un disastro. Stamattina dopo aver messo le pillole della settimana nel porta pillole, l’ho urtato e stavo per mandare tutto sul pavimento. Salvataggio fortunoso all’ultimo momento.
Insomma non so se sia dovuto alla presa delle mie meni che è meno salda o a un difetto di vista che non percepisce bene le distanze, ma dovrei sempre tenere le antenne drizzate e mai distrarmi se faccio qualcosa in casa. Poi succede qualcosa lo stesso… e mi ritrovo con dei cocci o con qualcosa per terra, sia il tappo di una bottiglia o una posata che dovevo usare. E queste per fortuna non si rompono.
Che cosa mi sta succedendo? Troppo facile dire che è il passare dagli anni e la diminuzione progressiva della manualità fine, dell’attenzione o della percezione del mio corpo nello spazio. O forse è proprio così e mi dovrò rassegnare a essere sempre più maldestra.
E ora per divertirsi un po’, su suggerimento della mia amica Maria Rosaria Baldin un Tautogramma.
Maldestra
Mani molli, messe male, mi manca molto mettere magia. Magra maestria matrigna macina mio malanimo. Morirò? Mah?
