
Piacevole serata al cinema ieri sera, con un film che mescola il dolce con l’amaro, la comicità con l’ironia in un gioco sottile di situazioni, apparentemente leggere, ma sotto, sotto drammatiche, che formano la trama di un film in cui – come accadeva ne “L’attimo fuggente” – è il professore che ci rimette.
Stano sistema scolastico quello americano in cui le famiglie si sbarazzano dei figli fin dalla scuola superiore – high school, l’equivalente del nostro liceo – e spesso li lasciano a scuola a macerarsi di rabbia anche nelle vacanze affidati a professori trasformati in sorveglianti, in scuole praticamente chiuse, fredde e deserte.
È la situazione che si viene a creare in “The holdovers”, che tradotto letteralmente significa “resto”, “rimasuglio”, forse anche “scarto”, come sono i ragazzi che devono trascorrere le vacanze di Natale lontani da casa. Scarto però lo è anche il prof. che deve rimanere con loro, odiato dai ragazzi, sbeffeggiato dai colleghi per la sua intransigenza e severità. Lui lo fa perché convinto di fare il bene dei suoi allievi, vuole aprire le menti di giovani interessati a tutto tranne che alla scuola, men che meno alla storia antica.
Mentre per un caso fortuito quattro dei “residui” riescono ad allontanarsi, ospiti di un genitore facoltoso, uno, a causa dell’irreperibilità della madre deve rassegnarsi a restare nel convitto.
Alle due fragilità del docente e del discente si aggiunge la fragilità di Maria, la cuoca, incaricata di garantire la sopravvivenza dei primi due. Fragile Maria, per la perdita del figlio ventenne in guerra – siamo negli anni ’70 e nel bel mezzo del conflitto in Vietnam – ma con una stazza ben oltre le media, donna ruvida ma accogliente, madre orfana di figlio, I tre costretti a una convivenza prima forzata, poi accettata, anzi cercata, transitano dalla diffidenza reciproca alla solidarietà, fino all’epilogo finale in cui si instaura una vera e propria complicità.
“The holdovers” è un film di formazione con un ottimo Paul Giamatti, nelle vesti del professor Hunham, e un sorprendente esordiente Dominic Sessa – lo studente Angus Tully – Giamatti e la Randolph, la cuoca, sono da Oscar, vedremo se ce la faranno perché hanno molta concorrenza. Ma domani, 19 febbraio, tutto sarà rivelato.


2 risposte a ““The holdovers – Lezioni di vita”: il film”
Non l’ho visto e non ne sapevo neanche molto.
Per questo il tuo commento così esauriente mi ha fatto piacere. Grazie.
[…] Migliore attrice non protagonista – Da’Vine Joy Randolph – The Holdovers […]