Marco Dallari: “Immaginauti. Viaggiare controvento”

Mi è piaciuto, e mi ha attirato verso questo libo, il titolo e ho visto nella parola “immaginauti” pensieri che volavano nel cielo dell’immaginazione e poi l’autore, una garanzia, Marco Dallari, professore che si occupa di pedagogia dell’arte. La dico breve perché se dovessi enumerare tutti i titoli di Dallari non finirei più. Ho letto altri suoi libri/saggi che parlano di arte applicata alla pedagogia e tutti mi hanno appassionato per la visione laterale che invita a tenere. Tutti i suoi scritti sono in un certo senso provocatori e invitano il lettore a fare un passo fuori dalla logica e dalla prevedibilità.

Anche questo “immaginauti” esplora l’immaginario in tutte le sue declinazioni, anche se ho avuto l’impressione che sia stato scritto, più per dovere che per piacere. Forse un testo a uso universitario, indubbiamente utile e profondo, per le sue implicazioni e collegamenti con altri autori, ma contraddicendo il titolo, meno immaginautico. Una carrellata di citazioni di autori che si sono occupati di creatività e di immaginazione. Da Luciano di Samosata (mai sentito, vissuto del 100 DC) fino a uno più recente come Hieronymus Bosch che con i suoi dipinti affollati di simbolismi arcani riesce a dare una immagine tra il farsesco e il realistico, mescolando simboli e creando un mondo affollato e brulicante degli istinti più animaleschi con scene spesso lubriche che prendono il sopravvento su ogni pretesa di grazia e bellezza formale. “ma il sorriso ironico domina la scena e celebra il trionfo del paradosso, dell’irrazionale, dello strampalato, del gioco”.

Il capitolo che mi ha interessato maggiormente è stato quello sulla metafora che Dallari chiama “Stella polare dell’immaginario”. Vi è citata un’altra autrice che amo molto Francesca Rigotti. Rispondere a domande sul senso della vita è quasi impossibile senza ricorrere alle metafore e la poesia ne diventa la regina.
“La metafora è il luogo in cui più evidentemente parola e immagine si con-fondono e chiariscono, più in generale, come gli alfabeti e le risorse simboliche di cui si serve e si nutre l’immaginario sono caratterizzati da confini indistinguibili”
Dall’altra parte Umberto Galimberti definisce il pensiero: Attività mentale che comprende una serie svariata di fenomeni, come ragionare, riflettere, immaginare, fantasticare, prestare attenzione, ricordare, che permettono di essere in comunicazione con il mondo esterno, con sé stessi e con gli altri, nonché di costruire ipotesi sul mondo e sul nostro modo di pensarlo.

Tutte parole, quelle che ho evidenziato che costituiscono ciò che è indispensabile per vivere in modo creativo, non appiattiti a un pensiero solo logico.

Insomma un libro interessante, ma forse un po’ pesante per una lettura agile, forse Dallari avrebbe fatto meglio a portarci più nel mondo dell’immaginazione che sa così bene costruire.

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