
Un ricordo di 8 anni fa, che è sempre bene tenere presente…
Ogni tanto piovono polpette, assurde come nel film, ma se qualcuno si sbaglia e perde il controllo, cadono sassi, che come macigni cercano di schiacciarmi.
Sono transitata tra le cinque fasi della elaborazione del lutto. Se non le conoscete, eccole!
- Negazione/Rifiuto;
- Rabbia;
- Negoziazione;
- Depressione;
- Accettazione.
Io ero arrivata alla accettazione, con tanta fatica, ma ogni tanto, quando piovono pietre faccio una piccola regressione e torno alla rabbia!!!
Sono stanca!!! Sono davvero stanca, di sbattere il muso contro chi non si rende conto di dove vive, o forse se ne rende troppo conto, e a loro sta bene così. È vero che ormai non mi faccio poi tanto male, la mia testa è piena di calli, i miei pensieri volano più alti della nebbia ottundente di chi per opportunismo si accuccia e adula. Ma è snervante, è davvero snervante vedere che ogni volta che apri una porta, ne trovi subito dopo un’altra, chiusa, sbarrata.
Credo che questa volta salterò i punti 3 e 4, la saggezza dell’età mi dice che ne vale la pena, accetterò di nuovo la diversità, la bellezza della diversità, accetterò di farmi lapidare, ma come la Fenice, proverò a risorgere dalle mie ceneri perché la vita è bella e non vale la pena arrabbiarsi, anche se piovono pietre.
Come diceva Magritte: “Essere surrealista significa bandire dalla mente il già visto e ricercare il non visto”
Titolo del quadro: “La battaglia delle Argonne”

