
Ritratto di Eva Freund
Donna sono, non ci sono dubbi, anche se a volte avrei voluto essere uomo per poter agire con maggiore libertà. Ultimamente però non invidio più la condizione maschile, vedo maschi impauriti, insicuri, soli dentro la loro corazza che dovrebbe difenderli dalle emozioni e dai sentimenti.
Sono arrivata ad amare sempre di più le donne, luminose creature, coraggiose eroine che sanno affrontare con intrepida fermezza gli ostacoli che la vita sa disseminare con astuzia sul loro cammino.
Quindi oggi non fatemi gli auguri, non ne ho bisogno, continuate solo a riconoscere la mia individualità che giorno dopo giorno si è fatta più consapevole. Non sono egoista, non sono egocentrica, solo mi voglio bene e mi difendo dal mondo.
Ho imparato sulla mia pelle, sul mio respiro, sul mio cuore che ha quasi smesso di battere, che posso farcela, che basta solo un po’ di coraggio.
In questi anni
ho pianto di disperazione
ho asciugato le lacrime
ho stretto i denti
mi sono guardata intorno
ed ho visto mio figlio.
L’ho amato
ed ho cercato di conoscerlo.
Mi sono guardata nello specchio,
mi sono vista qual ero
e quale potevo diventare
ed ho imparato ad amare me stessa.
Poi ho guardato fuori dalla finestra
ed ho visto il mondo
quant’è grande
e quant’è terribile
ed ho imparato
ad amare la vita.
Non sapevo che tutto ciò
si chiamasse coraggio.


Una risposta a “8 marzo 2024”
La finestra è la stessa ma ognuno vede cose diverse Alda Merlini. Grazie Ada per tutto