Ariostesco

La casa di Ludovico Ariosto

Leggere “ariostesco”, mi ha portato immediatamente a Ferrara, a piazza Ariostea e alla casa di Ludovico Ariosto.
Mi ha sempre affascinato la sua casa di mattoni rossi, con due panchine all’esterno e la scritta che corre lungo il cornicione: «Parva, sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non Sordida, parta meo sed tamen aere domus.»(Piccola ma adatta a me, non dovuta ad alcuno, non misera e tuttavia acquistata solo con denaro mio.)

Quanto tempo è che manco da Ferrara? Ho perso il conto degli anni, devo sforzarmi per ricordare. Ripercorrendo il blog con una breve ricerca vedo che manco da Ferrara dal 22 gennaio del 2020, subito prima della pandemia. Sono quindi 4 anni che non vado.

Ritornare nella città dove sono nata mi piace sempre, mi piace l’atmosfera che si respira per le strade affiancata da case coi mattoni rossi; sono stranamente sempre molto silenziose, le macchine ci sono ma sembra che anche loro vadano in giro senza far rumore, sussurrando.

La raccolta della canapa

I miei legami con Ferrara sono profondi, anche se non ci ho mai abitato mia mamma era ferrarese, per questo forse ho ereditato qualche gene della bassa padana, anche se non ho respirato i fumi estivi della canapa messa ad affondare nei  maceri. 

Una sola parola può aprire mondi perduti, riportarci in luoghi dove vorremmo essere, dove siamo stati e dove vorremmo ritornare.

Ci tornerò, appena sto meglio, appena potrò affrontare un viaggio che seppur breve mi stancherebbe troppo.

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