Annabel Streets: “Sul camminare. 52 modi per perdersi e ritrovarsi”

Ho scaricato questo libro su Kindle Unlimited visto che sono abbonata ed era gratis.

Mi ha incuriosito la recensione che ne ha fatto Valentina Aversano nella sua newsletter. Che strano la newsletter parlava proprio di curiosità e chi mi conosce sa che sono una inguaribile curiosa.

Questa è la definizione che Valentina ne fa: “La curiosità è un mix di tutti i sensi e va tenuta in allenamento, devi prendertene cura, nutrirla, farle cambiare aria ogni tanto. Come? Con piccoli passi, come in tutte le cose: prima si abbassa il rumore interno, si tolgono gli strati inutili. Poi ti dai il permesso di andare verso quello che ti piace, saperne di più, metterci le mani, sperimentare, sporcarti. Poi torni e ci racconti che effetto ti fa”.

Già che effetto fa la curiosità? Io, con il libro che mi sono scaricata, sono andata alla scoperta di tutte le modalità del camminare. Avevo uno scopo ben preciso – no! Non quello di fare il Cammino di Santiago – ma di capire in quanti modi si può camminare, andare per il mondo, che rapporto c’è tra il camminare e il nostro corpo. Intento utilitaristico, non lo nego, dal momento che nel laboratorio stiamo lavorando proprio sul corpo.

Leggere il libro della Streets, nomen omen(1) si direbbe, mi ha portato per le 52 vie da percorrere col corpo, non solo con le gambe, facendo caso a tutto quello che comporta mettere un passo davanti all’altro.

Ci sono i sensi che vengono sviluppati, quelli fisici: vista, olfatto, tatto. udito, ma anche i sensi che danno sensazioni emotive, lo stupore. la scoperta, l’imparare qualcosa che non si sapeva.

Un libro interessante quindi che mi ha aperto altre finestre, mi ha dato altri spunti da girare alle mie amiche di penna. Ho preso molti appunti, perché la mia memoria sta diventando labile, e la cosa mi preoccupa, ma con la mia fedele scrittura cammino ancora bene, riesco a orientarmi e percorro ancora strade interessanti.

La camminata che per me è sembrata più interessante è la “camminata profonda”, intendendo per “profonda” un cammino consapevole a ciò che ci circonda, camminare lentamente guardando e osservando le forme delle cose intorno a noi e disegnare o fotografare ciò che ci colpisce nell’attenzione. Credo che questo tipo di camminata sia proprio quello che fa per me. 

(1)Nomen omen significa, per chi non lo sapesse, “il nome è un presagio”.

3 risposte a “Annabel Streets: “Sul camminare. 52 modi per perdersi e ritrovarsi””

  1. interessante questo articolo e pure deve essere stata interessante la lettura del testo ‘sul camminare’ . E’ vero che la camminata profonda ci fa stare nel qui e ora di quello che osserviamo e, contemporaneamente, ci mette in contatto con noi stessi e la nostra curiosità. Una curiosità positiva che ci spinge a conoscenze inaspettate.
    Grazie

    carmen

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