Ricordi: il lavamano

Ricordo di aver visto un lavamano, forse, a casa di Beatrice – se non l’ho visto lì forse è stato perché è un oggetto tanto bello che può stare solo a casa sua. Un oggetto d’altri tempi con la sua brocca posta al di sotto un asciugamano appeso di lato. oggi il lavamano, così concepito non esiste più, basta aprire un rubinetto ed ecco che l’acqua sgorga copiosa, calda, fredda, fra un po’ anche frizzante come succede nei fontanelli.

È un oggetto in più, qualcosa che non serve, conservato per pura bellezza, per nostalgia o per farne tutt’altro uso. Il catino viene usato come portafiori così da farlo diventare una aiuola fiorita, un piccolo giardino ‘da casa’ per la gioia degli occhi.

Eppure una volta rappresentava la modernità, diceva che nella casa dove era posto, spesso in un angolo della camera da letto, ci si lavava, c’era pulizia e cura del corpo. L’acqua doveva essere presa fuori, perché non esisteva ancora l’acqua corrente, e spesso scaldata per i bambini o quando faceva troppo freddo, poi versata con parsimonia nella conca ci si strofinava con una pezzuola umida, le spugne ancora erano di là da venire.

Quanta bellezza nel gesto, così diverso da quello di stare sotto la doccia. Il lavamano mi ha ricordato un bellissimo film con un Harrison Ford giovanissimo: “Witness il testimone”. Credo che lo andrò a ricercare per rivederlo.

Il lavamano della foto è una immagine trovata in internet, magari possedessi un oggetto così bello.

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