
“Il silenzio” 1900
Si è molto parlato quando ero alla Libera Università dell’autobiografia di silenzio, costola della Libera era l’Accademia del silenzio, fondata da Nicoletta Polla Mattiot.
Il silenzio mi ha sempre affascinato, lo amo per la sua capacità di favorire il pensiero e la concentrazione, amo la mia casa silenziosa e difficilmente tengo accesa la radio e la TV. Quando passo giornate senza uscire, capita che non scambi una parola con nessuno e questo non mi pesa per niente. Silenzio e solitudine mi fanno compagnia, non cerco il rumore e la folla.
Quindi mi ha molto interessato l’articolo comparso su Artribune che affronta il tema del silenzio anche nell’arte. Difficile rappresentare il silenzio, cercando in rete si trovano pochissime immagini che ce lo mostrano. Nell’arte il silenzio, in effetti, non può essere rappresentato, il silenzio è assenza, quindo va cercato nei vuoti che intervallano il pieno del colore. Così come il bianco della pagina da respiro alle parole, il bianco della tela è la migliore rappresentazione del silenzio.
L’articolo l’ho pubblicato sul mio blog/archivio Frammenti letterari.


2 risposte a “Il silenzio nell’arte”
Il silezio è una necessità, ne senti il bisogno,
ma quando hai delle paure profonde,
il silenzio
è essere soli con sè stessi
ti opprime
in quel momento se non sei forte
il tarlo riappare per proseguire nella sua foratura
L’importante è non essere sole. Anche nel silenzio si può sentire un altra persona vicina. E tu non sei sola.