
Sono una persona che ha vissuto lo sport per tutta la vita, sono nata con lo sport in casa e ne ho fatto per molto tempo il mio lavoro. Amavo moltissimo stare con i ragazzi in palestra e spero che anche loro amassero stare con me. A parte gli ultimi anni di scuola – da insegnate – ho cercato sempre di spronare i ragazzi a essere sempre migliori e a comportarsi in modo leale. Tutto questo preambolo per dire che anche se non sono più una praticante, mi piace seguire lo sport ad alto livello e in questi giorni sto seguendo i Campionati di Atletica Leggera che si stanno svolgendo a Roma. Seguendo in TV naturalmente…
L’atletica è uno di quegli sport che ha tempi brevissimi nelle performance degli atleti e lunghe attese tra una gara e l’altra, per questo mi piace la televisione che mi permette anche di fare altro mentre seguo le gare.
Ma ieri sera sono rimasta incollata allo schermo per le due imprese che si sono concluse con due medaglie d’oro. I 10000 metri e il salto in alto. Non ci possono essere due gare più diverse, la prima è fatica e perseveranza, fiato e resistenza, la seconda è esplosività, immediatezza, agilità e velocità.
Una ragazza e un ragazzo, anche loro completamente diversi l’una dall’altro: il sorriso, la quasi modestia dopo la fatica di una gara durata più di 30 minuti (30’51″32 per esattezza) in cui devi correre e se non hai fiato e resistenza sei perduta. Nadia (Battocletti) una ventiquattrenne trentina, incarna tutta la concretezza di uno sport faticoso e apparentemente lento, Gianmarco (Gimbo Tamberi) trentaduenne marchigiano, è la rappresentazione della estrosità e della follia che deve esprimere uno sport che nel giro di pochi decimi porta in altro, molto in alto. Una carica di adrenalina che deve essere compressa per poi deflagrare in un attimo. Le sue manifestazioni di gioia ed entusiasmo sono l’opposto di quelle di Nadia. Quanto lei è composta nella sua gioia, lui è eccessivo nel suo esprimerla.
Sono due esempi di come lo sport, agito ad altissimi livelli, possa essere così diverso. Dietro a entrambi ci sono ore, giorni, mesi, anni di fatica, di delusioni, di alti e bassi, dolore e frustrazioni, ma c’è anche la determinazione e l’impegno che sostengono un talento che solo loro posseggono. Talento che hanno saputo riconoscere e coltivare.
Bravi ragazzi: brava Nadia e bravo Gimbo.


2 risposte a “Un ragazzo e una ragazza”
Sono grandi esempi di serietà, determinazione, sacrifici che non raggiungi con i soldi, ma con tanta forza di volontà. Speriamo che i ragazzi , capaci , vengano aiutati, perchè sono le forze future.
Ho sempre pensato che nello sport chi lo pratica affronta molti sacrifici e rinunce. Questa è la forza di chi persevera negli anni e si pone obiettivi.
Anche a me ha fatto piacere vedere Nadia e Gimbo: anche loro sono esempio di passione per quello che fanno; ognuno con le sue caratteristiche. Proprio bello tutto questo.