
Con un sorriso, ma neppure poi tanto, ho scoperto che nei giorni scorsi ad Andria – per chi non lo sapesse Andria è in Puglia e fa parte della provincia BAT (Barletta – Trani – Andria), chiuso l’inciso – dicevo… ad Andria si è tenuta l’ottava edizione del “Festival della disperazione“. Non male come disperazione, se va avanti da 8 anni!
Nato da un’idea del Circolo dei lettori di Andria che si è ispirato a una frase di Samuel Beckett: “La speranza non è che un ciarlatano che non smette di imbrogliarci; e, per me, io ho cominciato a star bene solo quando l’ho persa. Metterei volentieri sulla porta del paradiso il verso che Dante ha messo su quella dell’inferno: Lasciate ogni speranza voi che entrate.”
Come premessa è perfetta!
Un intero Festival dedicato alla disperazione, proprio per la convinzione che sia il sentimento, la condizione più letteraria di tutte, e che tutti quelli che scrivono, dipingono, suonano, recitano o abbiano a che fare con l’arte in senso lato, prima o poi dovranno scontrarsi con questo sentimento
La disperazione, inoltre, nei suoi risvolti legati all’errore, al fallimento, assume connotati altamente ironici proprio per l’assunto che l’ironia, nelle sue forme più alte, è quanto di più vicino al dolore. Il poeta Raffaello Baldini diceva: “Ma in fondo chi l’ha detto che dalla disperazione si può solo piangere?”
Il tema scelto per ’ottava edizione del Festival della Disperazione è “Come fai fai sbagli” che fotografa perfettamente la condizione attuale di tutti noi che, ogni giorno le proviamo tutte per raggiungere i nostri piccoli grandi obiettivi sbagliando sistematicamente ogni singola scelta che facciamo.
(No, dai, ogni tanto qualcuna la azzecchiamo!)
L’errore, in tutte le sue forme, è la cosa che riesce meglio, quella che puntualmente non sbagliamo mai. E allora si parte dalla consapevolezza che tanto ogni sforzo è inutile, che tanto qualcosa andrà storto.
E a chi non è mai capitato di sbagliare sistematicamente o trovarsi invischiati nella perfida legge di Murphy, quell’insieme di paradossi pseudoscientifici a carattere ironico e caricaturale. «Se qualcosa può andare storto, lo farà».
A me è successo spessissimo.
Per questo mi ha incuriosito questo Festival così originale e fuori dagli schemi.
Durante il Festival si susseguono spettacoli, conferenze, presentazioni di libri tutti all’insegna di un qualche cosa che potrebbe accadere e che probabilmente accadrà. Scorrendo il programma – molto nutrito – si vede subito l’impostazione che gli organizzatori hanno voluto dare sul tema, appunto, del “Se qualcosa può andare storto, lo farà”.
Ho preso qualche spunto, e qualche appunto, dalle presentazioni degli interventi, ma sono assolutamente soggettivi, magari li rivelerò più avanti, se mi va!
Il programma in pdf è scaricabile qui.
Il sito web è questo: https://festivaldelladisperazione.it/
Chissà che non riesca ad andare ad Andria il prossimo anno per il Festival, sempre che lo facciano… naturalmente.



Una risposta a “Festival della disperazione”
Tanti personaggi anche di spessore e dura vari giorni.
Interessante. Bravissimi.