Varia umanità

Nic: Nuovo ingresso Careggi.

Sono andata a Careggi a ritirare alcuni referti medici e il tutto è stato velocissimo, a parte una breve attesa in cui l’impiegata, cortesissima, è andata a prendere i CD. Ora niente carte, tutto informatizzato, gli esami sono su CD! Mi hanno dato TAC e radiografia alla mano.

Mentre attendevo mi guardavo intorno. Davanti a me c’era una persona che stava aspettando, seduta sulle scomode seggioline della zona dove si sosta prima di essere chiamati dagli impiegati. Era visibilmente sofferente e la ragazza che si occupava di indirizzare le varie persone agli sportelli… perché il sistema dei numeri non funzionava, si vedeva che la teneva d’occhio. Era un uomo alto, magrissimo, per un momento ho pensato che, per una vaga somiglianza, fosse una persona che conoscevo, poi mi sono accorta per fortuna di no, la testa senza capelli, il viso emaciato, le braccia con le articolazioni del gomito che sporgevano. A un certo punto si è chinato con la testa fra le mani e ho pensato che stesse per svenire. La ragazza non l’ha fatto alzare per andare allo sportello, ma gli ha portato i fogli da firmare dove era seduto, poi lo ha accompagnato a pagare un ticket. In questo è stata ammirevole, anche se si vedeva che anche lei era stanca. 

Mentre aspettavo mi è passato davanti un campionario di varia umanità, vero che ero nella sala di ingresso di un ospedale, ma certo la varia umanità non ci faceva una bella figura.

Anche quelli che non erano impediti, con stampelle o claudicanti, spesso accompagnatori di chi invece era in difficoltà, non ci facevano una bella figura. Grassi, magri, le donne vestite male e ora col caldo mezze spogliate e in ciabatte, gli uomini con mezza gamba pelosa fuori da pantaloni bermuda, più indicati in spiaggia che in città, camicie mezze fuori e mezze dentro. 

Molti un po’ stortiggnaccoli, qualcuno claudicante, le poche ragazze giovani un po’ sciatte, sudate e spettinate… insomma fra tutti non ci facevano una bella figura. (È la terza volta che lo dico!) 

Vero è che il caldo è scoppiato all’improvviso, ma quello che è troppo, è troppo! 

Ho provato a guardarmi dal di fuori, io come potevo apparire? Anche io sciatta? malvestita? Stortiganaccola? Come apparivo alle persone che mi scorrevano davanti? Era il mio uno sguardo a senso unico, critico… troppo critico? 

Seduta sulla seggiolina in attesa. Invisibile a molti. Non lo so, magari a chi mi guardava apparivo come una signora di una certa età con i capelli bianchi, mascherina e occhiali che coprono il volto, seduta silenziosa, un po’ defilata nel vorticoso andare a venire dagli sportelli. 

Quando mi hanno chiamato con un cenno per consegnarmi gli esami mi sono alzata e poi sono uscita per dirigermi alla macchina nel parcheggio lasciandomi alle spalle la varia umanità. La mia attesa era finita. Sono rientrata nella mia bolla, sono tornata a casa.

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3 risposte a “Varia umanità”

  1. Alcuni giorni fa sono andata anch’io al nic di Careggi a ritirare il mio dischetto dei raggi X per la mia rotula rotta, ginocchio sinistro. Il sistema ritiro non funzionava e ho avuto modo di guardarmi intorno nell’ attesa. Tante persone diverse, molte con facce preoccupate. Tante avanti nell’età, chi accompagnati, molti da soli anche se claudicanti. Questa varietà di persone anziane mi ha fatto riflettere che noi, avanti negli anni, siamo davvero tanti e spesso ci dobbiamo arrangiare a fare da soli.
    Fortunatamente siamo nati da genitori che ci hanno insegnato a farlo, grande esempio e tanti valori. Difficilmente ci lamentiamo perché sembra quasi una vergogna farlo.
    Il mio carattere mi aiuta a dire: sto bene – va tutto bene.

  2. sono stata fortunata e fino a sessantasette anni non ho avuto contatti con ospedali anzi, solo al pensiero di entrarci mi sentivo svenire.Da una settimana, essendomi fratturata la spalla, sono già entrate 3 volte al Civile Santi Antonio e Biagio di Alessandria.
    un deserto.
    Pochi pazienti, alcune sale d’attesa vuote e tu vieni sbattuto da un corridoio all’altro, cammini ogni tanti chiedi al personale che fa pulizia che è gentile e ti indica con la mano…diritto poi a sinistra poi alle macchinette svolti a destra poi in fondo e chieda.
    ogni tanto ci si incrocia tra pazienti e si chiedono infrazioni reciproche. tutti camminano piano, anche quelli più giovani, e hanno un punto interrogativo nello sguardo. oggi, dopo?P aver fatto 2767 passi mi sono sentita dire da una impiegata dell’accettazione con voce resa ancor più stridula dalla rabbia che mi avevano sbagliato il foglio…non dovevo andare nella radiologia dove ero stata la scorsa settimana ma alla radiologia dell’ospedale infantile.
    ho 67 anni oppure 6 o 7?
    Li comunque erano gentili e veloci. e vedere bimbi piccini doloranti aggrappati alle loro mamme mi ha fatto tanta tenerezza.

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