Yoga sul prato

Si, mi viene proprio la ridarella, io che, alle 7 di mattina, esco per andare in un prato a fare yoga.
Eppure è stato bello e intenso, molto rilassante fino a che per me non è diventato faticoso e allora mi sono fermata. Ognuno deve essere cosciente dei propri limiti, e in effetti lo yoga deve insegnare proprio questo. Muoversi seguendo il respiro, ogni movimento come fosse il primo, ma senza forzare. Cristina è stata una maestra attenta ed è riuscita a introdurmi – ancora sono sulla soglia – a un mondo affascinate.

Stamattina sono stata bene, sì è vero a un certo punto ero stanca, il mio corpo esigeva di fermarsi, e mi sono fermata, ma l’atmosfera era calma e serena, il luogo tranquillo, io ero rilassata, consapevole dei miei limiti. 
Il fatto è che vedo moltissime attinenze e assonanze col mondo della scrittura, anche quella una pratica che può farsi da soli o assieme a chi vuole esserci. Senza forzare, ciascuno con i propri tempi e le proprie capacità, senza giudizi e pregiudizi. Scrivere o praticare sono esercizi di introspezione profonda per guardare dentro di noi senza filtri.

Cara Cristina devo ringraziare il caso per averti conosciuta e averti incrociata sulla mia strada e ringraziare te per avermi accolto.

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Una risposta a “Yoga sul prato”

  1. Brava Ada, sì lo yoga è bello, soprattutto se si riesce ad entrare nella sua anima. Io l’ho fatto per 4 anni ma da pochi mesi ho lasciato per la mia attuale mancanza di equilibrio.
    All’aperto e in modo sereno sfidiamo le ns capacità e nutriamo la nostra anima, senza bisogno di forzature o di prestazioni da dimostrare.
    Carmen

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