
Era parecchio tempo che non faticavo tanto a leggere un romanzo, soprattutto un testo così leggero che si sarebbe potuto finire in quattro e quattr’otto. Ebbene sì, non so a che cosa fosse dovuta la mia difficoltà, ma è indubbio che non riuscivo ad andare avanti.
L’autrice a quanto ho saputo è specializzata in romanzi che coinvolgono la famiglia reale inglese. la regina Elisabetta II e tutto il suo entourage. Evidentemente questo attira molto i lettori anglosassoni, ma a me abitante di una repubblica non dice proprio niente. Un libro di 368 pagine che poteva essere scritto in meno della metà, ma seguire la sovrana e coinvolgerla nelle indagini di un omicidio non era affare da liquidare con poche parole.
Insomma, un giallo in cui è coinvolta la famiglia reale, perché a scomparire, a essere ucciso, è un membro della società aristocratica che circonda i sovrani durante la vacanze di Natale. Ma ce le ha le vacanze la regina?
Alcune azioni e atteggiamenti mi sono sembrati abbastanza improbabili, come le visite di cortesia che la regina fa ai vicini di campagna – va la regina a far visita ai vicini?
Insomma un giallo che poteva essere risolto solo che la polizia avesse fatto il suo dovere senza lasciare che le intuizioni investigative arrivassero niente di meno che da Elisabetta II.
Nel libro c’è la descrizione delle attività della sovrana sempre circondata dai suoi cani Corgi, col fazzoletto legato in testa e le visite alle scuderie. Una immagine classica che abbiamo imparato a vedere dalle foto che arrivano dell’Inghilterra. È Natale quindi sono citati figli e nipoti nonché l’immancabile Principe Filippo a quanto pare, però, affaccendato in tutt’altre questioni
Insomma, un libro che mi è sembrato solo un panerigico dedicato a una grande e longeva sovrana, mancata solo pochi anni fa.
Per concludere dico che esistono gialli molto più appassionanti, la consolazione, se consolazione può essere, è che il libro l’ho preso in prestito in biblioteca, almeno non l’ho dovuto comperare.

