Parigi 2024: settimo giorno e Museo delle Olimpiadi

Ieri abbiamo portato a casa una sola medaglia, d’argento nel canottaggio dopo una gara molto combattuta e arrivo al fotofinish con la Grecia. Stefano Oppo e Gabriel Soares hanno gareggiato nel due di coppia su un’imbarcazione lunga 10 metri.
È iniziata però la regina delle specialità olimpiche: l’atletica leggera e numerosi atleti e atlete si sono qualificati/e per proseguire nel percorso che li/le porterà speriamo verso le medaglie.

Ma visto che ieri la giornata è stata scarsa voglio parlare di un’altra cosa che riguarda le olimpiadi e che non si trova a Londra ma a Losanna in Svizzera. Si tratta del Museo delle Olimpiadi, la casa fisica dello spirito olimpico, un tempio dello sport mondiale.

Si tratta del capofila di una trentina di musei sparsi un po’ in tutto il mondo, ma soprattutto custode di un enorme archivio.
Il museo è stato voluto dal marchese Juan Antonio Samaranch, e fu inaugurato il il 23 giugno 1993,  al suo interno arde il fuoco perenne di Olimpia e in un certo senso ha coronato il sogno del fondatore dei moderni Giochi Pierre De Coubertin.
Ha una grandezza di tremila metri quadrati di superficie coperta e tre piani espositivi, contiene 1.500 oggetti e 200 schermi interattivi, il museo offre ai visitatori un viaggio nella storia delle Olimpiadi.

Custodisce cimeli storici, dalle medaglie ai costumi, dalle fiaccole fino ai filmati di edizioni vecchie e nuove, e soprattutto un prezioso archivio di documenti ufficiali, poster e fotografie d’epoca, che permette la ricostruzione puntuale della storia dei Giochi sin dalla loro rinascita nel 1896.

All’esterno, nel parco del museo ci sono poi numerose sculture a tema sportivo con pezzi di grandi nomi del Novecento: Fernando Botero, August Rodin, Niki de Saint Phalle, Lucien Wercollier e ancora Antoni Tàpies e Alexander Calder. 

Credo che meriti una visita se ci si trova da quelle parti.

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