
Ieri mi sono incantata davanti alla TV per ammirare le due giovani donne che con perfezione quasi assoluta volteggiavano sui 12 cm. della trave olimpica.
Io che perdo l’equilibrio su un marciapiede di mezzo metro, avevo i brividi nel vedere la sicurezza che Alice e Manila dimostravano su quel pezzettino di legno, senza una sbavatura, senza una oscillazione, e uscendone con i piedi ben saldi e il sorriso sulle labbra. Vero è che le più brave… no non le più brave, le più brave sono state le nostre ragazze, le più quotate, quelle che erano favorita hanno sbagliato e sono cadute, ma come ha detto un commentatore: «La bravura sta nel fare tutto bene nel momento in cui deve essere fatto».
Alice D’Amato – 21 anni – e Manila Esposito – 17 anni, praticamente una bambina – hanno fatto quello che dovevano fare nel momento giusto e si sono portate a casa una medaglia d’oro e una di bronzo, mentre le altre – le più quotate – ne sono uscite a bocca asciutta.
Brave ragazze, nella ginnastica artistica ci vuole tanto sacrificio, cuore, testa e sopratutto bisogna amare quello che si fa, al di là dei risultati. Se poi quelli arrivano meglio così.
La tera medaglia della giornata, un altro oro, è arrivata da una coppia che pratica uno sport che non amo particolarmente. Non mi piacciono le armi, e anche se in una Olimpiade ogni colpo è contro un bersaglio di cartone o contro un piattello che vola, vedo in ogni sparo, in ogni cartuccia che viene espulsa dal fucile, un potenziale pericolo. Lo so che qui è solo un esercizio sportivo, ma per me è così.
Diana Bacosi e Gabriele Rossetti hanno vinto colpendo 45 piattelli su 48, nella specialità dallo skeet misto, una specialità del tiro a volo in cui i tiratori devono colpire con un fucile a canna liscia dei piattelli, distanti 4 metri e mezzo e lanciati a 110 chilometri orari. (La definizione l’ho presa dal web).
Indubbiamente bravi nella mira e nel saper cogliere l’attimo.
La delusione di giornata è arrivata ancora una volta dall’atletica: Nadia Battocletti si è classificata quarta, anche se siamo stati tutti col fiato sospeso per sapere se veniva accolta la squalifica di una delle atlete arrivate prima di lei. Tutto regolare e quindi un’altra medaglia di cartone da aggiungere al medagliere delle occasioni mancate.










