Parigi 2024: cerimonia di chiusura

E così anche la 33° olimpiade si è conclusa. Mi faceva compagnia, io qui nella mia casetta con il passaggio sullo schermo di tanta bella gioventù. È questo che mi piace, vedere che ancora tanti giovani, ma anche meno giovani, riescono a impegnarsi in uno sport, qualunque esso sia. Che riescano a mettersi in gioco, con tanti sacrifici, perché per ottenere un risultato servono tanti giorni, anni, una vita di sacrifici.

Penso alle ragazze della ginnastica che cominciano da bambine e poi portano avanti la loro passione coinvolgendo genitori e parenti per portarle in palestra, sacrificando domeniche per andare alle gare, rinunciando alla compagnia degli amici e delle amiche, solo per riuscire a realizzare un sogno.

Così è per tutti gli sport, da quelli più conosciuti a quelli più strani, da quelli che praticano tutti a quelli che si diffondono in una nicchia, in un paese in una comunità.

Quando ero ragazzina e giocavo a pallavolo anche io sognavo le Olimpiadi, è rimasto solo un sogno, ma forse anche se non ci sono riuscita a realizzarlo ho vissuto con chi ci è andato e ha visto la luce che arriva dagli occhi di chi ha sfilato on una bandiera davanti a sé. Montreal  1976, mio figlio aveva 2 anni. L’Italia della pallavolo si classificò ottava, erano ancora lontani i successi odierni.

Ma torniamo all’oggi… anzi a ieri. Una cerimonia meno alternativa dell’apertura, con lo stadio pieno delle rappresentanze delle varie nazioni che si sono gioiosamente mescolate, bianchi con neri, asiatici e tutte le etnie del mondo.

Mi è piaciuto il discorso conclusivo del Presidente del CIO Thomas Bach, campione Olimpico di scherma nel 1976 – guarda caso proprio l’Olimpiade che ho citato prima!.
Sono stati i primi Giochi Olimpici completamente realizzati secondo le riforme della nostra Agenda Olimpica: più giovani, più urbani, più inclusivi, più sostenibili. I primi Giochi Olimpici con la piena parità di genere“.  Mi sono sembrate parole di speranza che in questo periodo di mondo in guerra possono far vedere che, se si volesse, ci potrebbe essere un piccolo spiraglio di speranza.

I prossimi giochi estivi si terranno nel 2028 a Los Angeles e la presentazione che ne è stata fatta ieri sera non mi ha entusiasmato. Mi domando come saranno, e soprattutto io li vedrò?

Intanto mi appresto a vedere, sempre a Parigi,  i Giochi Paralimpici con inizio il 28 agosto.

Lo spirito delle Olimpiadi con in più la determinazione di chi è caduto e si è rialzato.

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