
Nel terzo giorno le vittorie sono arrivate da due colossi – è buffo parlare di colossi per due atleti che hanno disabilitò – del nuoto. Carlotta Gilli ha vinto la terza medaglia in tre giorni, un argento nei 400 stile libero che va a completare le altre due vinte in precedenza. Carlotta ha una disabilità visiva e di fronte a disabilità fisiche apparentemente più gravi potrebbe sembrare una privilegiata, ma non è così. Perdere la vista da bambina è stata una prova che invece che demoralizzarla l’ha incentivata a fare sempre meglio in quello che la appassionava: il nuoto. Una ragazza, una donna che si impegna non solo in piscina, ma anche nella vita.
La seconda medaglia l’ha conquistata Francesco Bettella nei 50 dorso. Francesco non è un ragazzino, ma un uomo fatto di 35 anni che ha deciso di investire tutta la sua vita ed energia nel nuoto. La sua disabilità è di quelle più gravi è infatti affetto da una neuropatia degenerativa che gli fa dire che la sensazione di libertà e leggerezza riesce a provarla solo quando entra in vasca.
In effetti in acqua sparisce la pesantezza del corpo e rimano solo la sensazione di essere sostenuti dal liquido. Francesco non solo si dedica al nuoto ma ne ha fatto il centro della propria esistenza, laureato in ingegneria meccanica sta frequentando un dottorato in neuroscienze, il suo non è solo sport è filosofia di vita. Le Paralimpiadi di Parigi sono la sua quarta Paralimpiade. Quattro appuntamenti contrassegnati ognuno da vittorie e medaglie, un esempio non comune di forza di volontà e determinazione mantenuta nel tempo.
