Paralimpiadi: giorno 4

E dalla scatola delle Paralimpiadi è uscito l’omino a sorpresa. Sì proprio come quei pupazzetti che sbucano fuori quando si apre il coperchio e lasciano sorpresi e divertiti, anche un po’ interdetti, perché non ci si aspetta più di meravigliarsi per qualcosa di tanto bello.
Insomma ieri è spuntato Rigivan Ganeshamoorthy, che solo a scriverlo ci si spaventa, che seduto su un trespolo con un sorriso ingenuo da bambino ha infranto il record del mondo di lancio del disco per la sua categoria, ben tre volte. Ma non si è accontentato di infrangerlo, lo ha proprio polverizzato, puff!
Prima c’era ora non c’è più.
Prima c’era 23,80 ora c’è 27,06!

Una grande bandiera italiana sugli spalti porta la scritta “Daje Rigi”, lo hanno appeso un gruppetto di persone che evidentemente lo conoscono bene se hanno scritto proprio quella frase in romanesco. Perché Rigi/Rigivan è nato a Roma e quando lo senti parlare precipiti nei quartieri della capitale, con l’ironia e lo sfottò tipico dei “Romani de Roma”.
«Che devo di’, non ho parole neanche per me stesso» e poi… «Mi piace qui a Parigi… un po’ troppi disabili, però!» la sua dichiarazione ai microfoni della RAI.
Credo che Rigi, dal cognome impronunciabile abbia conquistato tutti coloro che erano davanti allo schermo. Non l’ho detto – ma era sottinteso – Rigi si è messo al collo la medaglia d’oro.

Prima però era arrivata un’altra medaglia d’oro, questa forse più prevedibile? Non prevedibile, ma sperata… perché in vasca è sceso Stefano Raimondi a gareggiare sui 100 SL
È la sua seconda medaglia d’oro. Si fa l’abitudine alle medaglie? No! Si gioisce, ci si emoziona, ma l’abitudine è la morte dell’entusiasmo che serve a fare i risultati. Stefano è diventato papà da poco e in una dichiarazione ha detto che la sua droga è il profumo del piccolo Edoardo quando lo abbraccia.
Anche mamma Giulia (Terzi) è qui a Parigi a gareggiare per far capire a chi sta a casa che questi giochi non sono per “marziani caduti sulla terra” ma per ragazzi “normali” seppure un po’ diversi.

Nella gara femminile parallela a quella di Stefano gareggiava Alessia Scortechini, lei è arrivata terza, una meritata bellissima medaglia di bronzo per una dolcissima ragazza dagli occhi sognanti.

C’era poi un’altra medaglia di bronzo arrivata dal canottaggio, ma Giacomo Perini è stato squalificato perché si è “dimenticato” di lasciare il cellulare a terra. Giacomo, ma che te lo porti a fare il cellulare sulla barca? Le mani ti servono per remare!
È questo è tutto…

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