
Oggi era difficile seguire tutte le gare perché erano moltissime e tutte interessavano degli o delle atleti/e italiani.
Ma andiamo con ordine.
Tre medaglie d’oro conquistate che fanno salire il medagliere italiano al settimo posto. Niente male per una – relativamente – piccola nazione come noi in confronto a colossi come la Cina o l’Australia, gli Stati Uniti o il Brasile.
- Simone Barlaam, 50 m. SL vince alla grande facendo anche il record del mondo.
- Federico Bicelli, 400 m. SL esce a sorpresa dal cilindro della squadra italiana e con il suo sorriso da ragazzino, anche se lo si può considerare un vetrano visto che ha già partecipato a Tokyo 21 pur non vincendo nessuna medaglia individuale.
- Giulia Ghiretti, 100 m. rana, una donna di spessore con tanta esperienza sulle spalle che però piange come una bambina sul podio più altro. non si finisce mai di emozionarci.
Ancora tre medaglie d’argento questa volta però non arrivano dalla piscina, anche se un po’ l’acqua centra.
- Veronica Yoko Plebani, Triathlon. Fa il bis con la medaglia vinta a Tokyo, in una gara durissima in cui si gareggia nel nuoto in acque libere, ciclismo e poi corsa. Una atleta eclettica che cerca sempre nuovi stimoli.
- Francesca Tarantello e Silvia Visaggi (guida), Triathlon. Una coppia affiatata che porta soprattutto il nome di Francesca. È lei che ha una disabilità visiva, ma non va sottovalutato l’apporto di Silvia che non è mai una semplice guida. Il ciclismo si fa in tandem e la corsa legate da un cordino che ne fa un’unica concorrente.
- Maxcel Amo Manu, 100 m. piani. Un velocista puro che solo per un inciampo ha perso l’oro. Ora spera di rifarsi nei 200. È uno dei nuovi italiani per un paese sempre più inclusivo, in tutti i sensi.
Ed eccoci alle medaglie di bronzo, per la maggioranza conquiste in piscina, ma c’è anche l’inserimento di una coppia molto pungente.
- Paolo Tonon e Daila Dameno, tito con l’arco. Le loro frecce hanno bucato il bersaglio e Paolo si è preso la rivincita sulla sua sfortunata gara individuale. Calma, sangue freddo sono le caratteristiche dei moderni Robin Hood, le frecce devono colpire un bersaglio piccolissimo posto a 50 metri. Io non vedrei nemmeno il bersaglio… figurarsi il centro!
- Giulia Terzi, 400 m. SL Si ritorna in piscina con la neo mamma di Edoardo e compagna di Stefano Raimondi. Vincere una medaglia di bronzo in una gara faticosa come i 400 m. a soli sei mesi dal parto è una impresa che vale ben oltre il colore della medaglia.
- Carlotta Gilli 50m. SL quando nuota vince! Che c’è da dire di più?
- Manuel Bortuzzo, 100 m. rana. È stato il suo esordio dopo l’incidente che lo ha colpito. La sua vicenda è stata su tutti i giornali, ma è tornato a nuotare.
Questo è tutto, scusate se è poco!!! Forza ragazzi e ragazze.

