Mercoledì

Sono mancata dal blog in questi giorni, non mi sembrava di avere niente di interessante da condividere e quindi meglio tacere che dire sciocchezze. Anche se mi rendo conto che forse adesso ne sto dicendo. 

In questi ultimi giorni il tempo è stato uggioso e quasi autunnale, non ideale per l’umore. Il fine settimana è stato tranquillo e lunedì sono cominciate le scuole, soprattutto la nuova scuola del cucciolo, che sta diventando un puledrino. Ieri è venuta a pranzo da me – si rinnovano le abitudini del periodo scolastico – e mi ha raccontato un po’ le sue impressioni sulla sua nuova esperienza scolastica. È in una classe relativamente piccola, 20 alunni, ma soprattutto si è stupito del fatto che ci sono più ragazze che ragazzi: 11 a 9. Anche per lui gli stereotipi si manifestano in queste piccole cose. Perché mai in un liceo scientifico ci dovrebbero esseri più ragazzi? Forse che il sesso maschile è più portato agli studi scientifici e quello femminile a quelli umanistici? Esistono fior di scienziate donne, e credo che in una classe siffatta dovrà faticare per farsi valere. Ma io sono fiduciosa.

Oggi andrò al secondo incontro del laboratorio autobiografico, dopo tanto tempo si è iscritto un uomo, un signore di una certa età, ma certo i giovani mica vengono a fare un laboratorio di scrittura autobiografica. Qualcuna delle donne ha insinuato che dopo la prima volta non si sarebbe fatto vedere più, ma anche qui sono fiduciosa. Mi ha mandato il suo testo e quindi tornerà.

L’argomento di questa settimana è il secondo mese dell’anno: febbraio declinato e accostato alla prima infanzia, sopratutto a quella manifestazione di indipendenza e autonomia che è il camminare, fare i primi passi. 

Ho trovato due quadri che rappresentano i primi passi di un bambino e la cosa curiosa è che il secondo copia il primo, anche se l’autore del secondo è Van Gogh. Un grande artista che si ispira a un suo contemporaneo e si esercita su un soggetto già trattato da chi evidentemente considera maestro, o perlomeno da emulare. Solo che i colori di Van Gogh sono brillanti e pieni di luce, mentre quelli di Millet – il primo artista – sono spenti. Due stili, due modi di rappresentare il primo avanzare nella vita.

Sarà un bell’argomento di cui parlare oggi.

A proposito di febbraio… non sono riuscita a interpretare l’immagine del mese di Robert Dudley. Deve alludere a qualcosa sicuramente, ma non riesco a collocarla, a trovare l’allegoria che deve esserci nascosta.

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