
…(senza finire sotto un treno).
È stata il titolo che mi ha incuriosito e allora me lo sono fato prestare da un’amica che ne aveva parlato. Un testo carino, scritto bene; racconta le vicende si un gruppo di aspirati scrittori che sotto la guida di un improbabile insegnate di scrittura creativa desiderano realizzare il sogno di diventare romanzieri.
Le vicende di Eleonora – alter ego dell’autrice – si trova a trascorrere un anno della sua vita nell’impresa di realizzare il suo sogno, diventare scrittrice e pubblicare un romanzo. Un anno intenso e determinante che sconvolgerà la sua esistenza facendole prendere coscienza che la vita che ha trascorso fino ad allora non era quella che avrebbe voluto. Una evoluzione, quella di Eleonora, che la porta a mutamenti anche drastici nel suo stile di vita.
Benché all’interno del romanzo ci siano tutte le tecniche – piuttosto fantasiose e poco letterarie, nonostante le numerose citazioni di autori – che il “maestro” trasmette ai suoi allievi e allieve, non è certamente questo ciò che il libro vuole trasmettere. Nel romanzo c’è piuttosto la storia di una crescita personale più con mezzi che sollecitano l’autostima, che finalizzati alla formazione letteraria.
Ci sono tutte le dinamiche di gruppo che entrano in gioco durante un qualsiasi corso di formazione e le amicizie che si vengono a creare tra i partecipanti, le complicità, amori e dissapori in evoluzione e in divenire.
Un romanzo piacevole da leggere, in cui la metafora del corso di scrittura diventa metafora della vita, in cui gli esercizi di scrittura proposti diventano occasioni di crescita personale più che di crescita letteraria. I personaggi che vengono studiati diventano alter ego da prendere per esempio, senza arrivare alle conseguenze paventate nel titolo.
Si scrive non tanto per diventare Anna Karenina o Emma Bovary, ma per far sì che l’ispirazione degli autori che le hanno create diventino parte di chi vuole imitarli – gli autori – sulla strada della scrittura e della vita, senza arrivare alle conseguenze estreme raccontate nelle loro storie.


Una risposta a “Eleonora Sottili: “Come diventare Anna Karenina””
Il libro deve essere piacevole e interessante, tu lo hai descritto molto bene. Barbara