
Come trasformare i fallimenti in successi mandando tutto all’aria.
Questo è uno di quei libri che rovesciano il senso comune di giusto o sbagliato fin dall’impaginazione del volume che è stampato con la copertina al contrario. Insomma un autore genio della creatività che sa trovare anche nell’errore quel “quid” che ne fa qualcosa di speciale.
La cosa perfetta, la foto perfetta è spesso noiosa e poco interessante, per questo Kessels invita a cercare l’errore o per lo meno a non considerarlo una tragedia. Mai essere scontati! È proprio l’immagine che si discosta dal binario della prevedibilità che ci rimane in mente e ce la fa ricordare.
Lo sbaglio è ciò che ci distingue.L’attività di Kessels non si limita solo a osservare quello che esce dal consueto, ma ha dietro tutta una attività di ricercatore di immagini. Può essere definito un fotografo senza macchina fotografica che ci fa riflettere sul senso che hanno i ricordi per noi che spesso compulsivamente scattiamo a raffica e non osserviamo quasi per niente ciò che viene ritratto.
Potrebbe essere definito “sociologo delle immagini”, infatti il suo è più un lavoro di ricerca, sulle fotografie che trova nei più disparati posti, che gli regalano, per eredità o che gli capitano in mano rovistando dai robivecchi.
Sembra che abbia scatoloni pieni di fotografie – 15.000 album -.
Il suo lavoro è quello di trovare assonanze tra le varie immagini oppure di sistemare le fotografie secondo una logica che può essere individuata accostando le immagini stesse. L’ultimo suo lavoro è stato su una collezione di foto di due persone marito e moglie, che nei loro viaggi si fotografavano a vicenda nello stesso posto e nella stessa posa. Nessuna fotografia li vedeva insieme.
La fotografia di Kessels, non può essere chiamata fotografia, ma piuttosto una ricerca su scatti di altri; scatti sbagliati, strani, poco probabili. come quando è andato a cercare foto in cui un dito ha coperto in parte l’obiettivo.
L’errore è qualcosa che accomuna, così come i soggetti che vengono fotografati.
Altro progetto le foto delle sedie vuote, che possono simboleggiare la mancanza, l’assenza, il vuoto.
Un libretto agile che illustra la filosofia di questo inguaribile “curioso”, da sfogliare e sorridere, rivalutando ciò che nell’errore diventa creatività.


Una risposta a “Erik Kessels: “Che sbaglio!”.”
[…] Erik Kessels: Che sbaglio! Come trasformare i fallimenti in successi mandando tutto all’aria. Un libro agile e a suo modo divertente nelle osservazioni che l’autore fa sugli errori che possono produrre creatività… preso in biblioteca. […]