
Mi è tornato il desiderio di vedere qualche buon film e allora oggi – in attesa che riapra la stagione in sala qui all’Antella – mi sono messa davanti alla TV e ho visto un bel film francese con Juliette Binoche e Benoît Magimel che guarda caso è anche il suo ex marito nella vita reale.
Il film ha vinto un sacco di premi a Cannes l’anno scorso – e sì purtroppo in TV arrivano sempre un po’ in ritardo – e credo che li abbia meritati tutti.
Il film in costume è ambientato alla fine del 19° secolo e racconta l’amore nato in cucina tra un gastronomo e la cuoca che sovrintende la preparazione dei pasti. Un film molto attento, parlato pochissimo e con una ambientazione raffinatissima.
Una delicata storia d’amore e condivisione di una passione comune in cui non c’è competizione, ma desiderio di raggiungere un risultato il migliore possibile.
Bellissime molto delicate le scene i cui lui cucina per lei malata, una dichiarazione d’amore attraverso il cibo.
Anche se io non amo nessuno dei piatti cucinati, tipici della cucina francese – salse, sughi, cacciagione e simili – sono rimasta incantata da come venivano preparati, con enormi pentole di rame lucente poste su cucine a brace, che assomigliano molto alle nostre cucine economiche di antica memoria, ma più grandi.
Una fotografia molto accurata che ha reso l’atmosfera di una cucina in cui non c’erano attrezzi elettrici, ma solo la maestria di chi si metteva ai fornelli. Come dicevo parlato pochissimo, le parole erano solo quelle essenziali a rendere una atmosfera sospesa, giocato più sugli sguardi e gli atteggiamenti che sulle chiacchiere.
Un film che mi è piaciuto molto e ho visto volentieri.

