La vita segreta dei vecchi

La vita segreta dei vecchi è uno spettacolo messo in scena in Francia e ora anche in arrivo in Italia, non ho capito se in lingua originale o tradotto in italiano. Mi sembra poco probabile tradotto, perché gli attori e le attrici sono tutti non professionisti e mi sembra poco probabile che il regista possa trovare interpreti in Italia in grado di stare sul palco.
Ho divagato, forse anche perché la vita segreta dei vecchi è uno spettacolo sulla sessualità delle persone anziane, anzi, come dice il titolo, decisamente vecchie. Gli attori e attrici hanno una età tra i 75 e i 102 anni. E la cosa mi tocca non poco.

Il regista Mohamed El Khatib, franco marocchino, ha raccontato con ironica sfrontatezza il rapporto delle persone anziane con la sessualità, con l’autoerotismo, con l’amore che sboccia tardi, magari a novant’anni, magari in una RSA, talvolta – stando allo spettacolo praticamente sempre – con i figli contrari, che si oppongono all’idillio con inaudita crudeltà.
I genitori, i nonni… mica fanno sesso! E invece sì a quanto raccontano gli arzilli vecchietti e vecchiette che si alternano a raccontare.
È un tabù che viene rotto, infranto letteralmente. Sulla terza età si fanno sempre più studi e riflessioni, sembra che il limite per considerarla “terza età” sia stato spostato a 75 anni – e io ci sono dentro in pieno! I vecchi sono sempre di più considerati un target importante dal punto di vista sociologico e di mercato, anche se le rappresentazioni sono sempre un po’ stereotipate, invece la sessualità degli anziani (figurarsi delle anziane) è invece ancora quasi assente da film, romanzi, serie TV, spettacoli.

Da quello che ho letto sullo spettacolo messo in scena ad Avignone è l’immagine di persone ultrasettantenni che tutte, indistintamente, desiderano vivere una libido ancora accesissima, ostacolati solo da qualche acciacco o da qualche problema fisiologico e da figli crudeli che non comprendono il loro legittimo desiderio. Forse non è solo questo… mi dico! 

A quanto pare manca però il resto. Manca la vita di dentro, mancano le domande, le difficoltà, manca l’intimità dei pensieri che fa di una persona una persona e non un manifesto.

Ecco un manifesto, è vero che spesso per porre la questione davanti a occhi che non vogliono vedere è necessario esagerare, a forse qui si è davvero esagerato troppo. 

Parlo per mia esperienza di persona agé che ha raggiunto la pace dei sensi,  non tutti sono come le persone sul palco, anzi secondo me, forse sono una minoranza, una minoranza che però va ascoltata e tenuta in considerazione. Io credo che oltre al sesso, decisamente importante nella vita di tutti, ci siano altri sentimenti, l’amore, il senso del passare del tempo, le perdite, imprescindibili a una certa età, la solitudine, le incomprensioni verso i figli e della società verso gli anziani.

L’articolo che parla di questo spettacolo mi ha fatto riflettere, in un certo modo mi ci ha tirato dentro, facendomi entrare in un mondo in parte sconosciuto, ma non per questo meno interessante.

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