Tommaso Spazzini Villa: “Autoritratti”

Oggi vorrei segnalare u libro che non ho letto, ma che immagino molto interessante. Si intitola “Autoritratti” ed è stato concepito da Tommaso Spazzini Villa.

Tommaso Spazzini Villa è un artista che vive a Roma e realizza soprattutto opere concettuali, ecco perché ho detto precedentemente che il libro non lo ha scritto ma lo ha concepito come un’opera d’arte.

Ha applicato alle pagine dell’Odissea la tecnica delle cancellature, o meglio delle evidenziazioni consegnando ogni pagina a un detenuto del carcere di Rebibbia. Ognuno di loro doveva, all’interno della pagina cercare ed evidenziare le parole per lui significative ignorando il resto del testo; in pratica cancellandolo. 

Una pagina, una persona, un autoritratto che emerge dalle parole di Omero e che definisce chi le ha cercate e trovate all’interno di un’opera lontanissima dalla realtà odierna. 

La tecnica delle cancellature è un mezzo molto potente per far emergere pensieri e sensazioni nascoste. Emilio Isgrò lo ha utilizzato per scopi artistici facendo emergere dalle righe cancellate di una pagina l’essenza di un concetto e metterlo immediatamente sotto gli occhi di chi guarda. Anche io, a volte, l’ho utilizzato nei laboratori di scrittura quando volevo far capire che dovunque si possono trovare frammenti di noi stessi. In definitiva tutto è già stato scritto, occorre solo osservare attentamente e trovarlo nel rumore del mondo.

L’originalità di Tommaso Spazzini Villa è sta quella di utilizzare non un qualunque testo stampato, ma il grande romanzo epico di Omero, frammentarlo in pagine e consegnare ogni pagina a un detenuto che ha cercato aspetti di se stesso nei versi omerici.

Sul sito dell’autore a questo indirizzo (https://www.tsvilla.com/autoritratti) si possono vedere degli esempi di pagine cancellate con frasi davvero emozionanti emerse come perle dal mare delle parole; veri autoritratti. Titolo non potrebbe essere più appropriato.

Rispondi