James Frey: In un milione di piccoli pezzi

Non so come mi sia capitato tra le mani questo libro, forse consigliato da qualche influencer con una newsletter che arriva nella mia casella di posta. Forse mi ha colpito il titolo o la copertina, il fatto sta che me lo sono scaricato e letto velocemente, cosa che in questo periodo è per me sorprendente.

È la storia, molto autobiografica e autocentrata di una disintossicazione. James – il protagonista che si identifica con l’autore – entra in una clinica privata, siamo negli Stati Uniti, dopo anni di abusi con sostanze allucinogene e droghe di tutti i tipi, al limite della sopravvivenza. La diagnosi è: “O ti disintossichi o muori”. La scelta dell’autore è quella di affrontare il percorso che gli viene proposto e dopo il periodo difficile di trasformazione uscire pulito dal percorso

Evidentemente ce l’ha fatta, anche perché altrimenti non avrebbe scritto il libro che ho letto, la testimonianza di un cammino verso la redenzione, non facile e non per tutti. Solo il 10% ce la fa, tutti gli altri ci ricascano con conseguenze spesso definitive.

Io non sono una esperta d sostanze stupefacenti, la mia unica droga fino 50 anni fa erano le sigarette, non ho mai fumato uno spinello e meno che mai mi è venuto in mente di ‘farmi’, quindi è una narrazione molto lontana dalla mia esperienza, nonostante ciò la narrazione mi ha coinvolto anche se alcune delle vicende narrate mi sono sembrate quasi inverosimili. 

Attorno al protagonista molti personaggi che abitano il centro di recupero e che formano una fauna eterogenea e pittoresca, per non dire tragica di esempi da non imitare.

Lo scopo di questo libro immagino sia quello di far capire quanto sia facile entrare in un giro di droga e quanto sia difficile uscirne, anche se non so quanti tossicodipendenti potranno mai leggerlo.

Un libro crudo, che cerca di fornire un quadro di quello che è un percorso riabilitativo impossibile, dopo essersi disintegrati – come dice il titolo – “in un milione di piccoli pezzi”. Ricomporre il puzzle è difficile, faticoso, doloroso e frustrante, ritrovare la propria integrità non è da tutti, ma lui, l’autore, ce l’ha fatta.

Nel 2018 dal libro è anche stato tratto un film.

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