
Ma porca miseria, possibile che quando si passa un bel periodo, anche solo una bella giornata dopo se ne debba pagare lo scotto?
Ieri è stata una bella giornata, allegra, gioiosa, piena di chiacchiere e risate, una di quelle giornate in cui si dimenticano tutti i mali, tutti gli acciacchi che affliggono noi donne con qualche anno sopra i cinquanta. Ma no, il destino ce li vuole far pagare i momenti felici, e allora ecco che un dolore arriva a guastare tutto.
Amica mia, devi avere coraggio, anche se mi sono stufata di dire: “Abbi coraggio!” Sempre noi dobbiamo avere coraggio? Dobbiamo essere quelle forti, quelle solide con spalle larghe dove far appoggiare le teste dei nostri cari? Oggi ho voglia di piangere non per un dolore che ha colpito me – o una persona della mia famiglia – ma per un dolore che ha colpito una persona a cui sono molto affezionata che anche lei fa parte della mia famiglia, quella famiglia allargata che da senso ai nostri giorni, una famiglia che non ha una goccia di sangue in comune, ma ha tanto amore che scorre come un fiume, mille rivoli d’amore, che arrivano a lambire le nostre corde più segrete e le fanno fremere, come un diapason che vibra e il cui suono si propaga all’infinito.
Amica mia, la tua famiglia allargata ti sta intorno, donne che come te hanno sofferto, ma che hanno anche riso e gioito, hanno vissuto vite intense come la tua, diverse, ma simili alla tua, con amori e abbandoni, gioie e perdite.
E allora impreco, anche se so che non serve a niente imprecare, ma almeno un po’ di consolazione le parole la danno, si fanno sentire. E allora urliamo, tutte insieme che “Basta, non ne possiamo più di essere bastonate dalla sorte”. Abbiamo diritto di essere felici dopo una vita di sofferenze.
Amica mia, non sei sola, il cerchio della tua famiglia allargata è intorno a te, ti protegge, ti vuole bene.
C’è.

