Natale oggi, Natale ieri

Natale oggi è diverso ma anche uguale a quello di ieri. Invece delle cartoline e dei biglietti di auguri che tempo fa appendevo a un nastro nell’ingresso ci sono i messaggi WhatsApp che arrivano a raffica accompagnati da immagini stereotipate, ma in fondo le stesse di ieri. Natività dentro la capannuccia o quadri d’artista presi in prestito invadono la casella di posta – ma si chiama così il contenitore di WA?
Ormai non si può più cambiare il trend. Chi si vuole distinguere, chi  – forse – tiene un po’ di più a te, fa una telefonata, in cui ci si scambiano gli auguri a voce, ci si scambiano gli acciacchi e nasce un po’ più di intimità.

Ormai il collegamento telefonico è diventato il nostro cordone ombelicale col mondo, trasporta bit, ci nutre e ci sostiene, a volte può essere tossico, quando la grande madre si arrabbia e ci prende di mira. Ma con un po’ di prudenza ci tiene in vita in questo mondo ormai globalizzato.

A Natale mi accorgo di quanto grande sia la rete che mi avvolge – ci avvolge – e da cui spuntano pesciolini dimenticati che guizzano sussurrando “Auguri!”. Ma ci sono e questa è almeno una grande consolazione perché alla mia età bisogna anche cominciare a far i conti con le defezioni involontarie, coloro che se ne volano in cielo e lasciano la loro casellina vuota. Mi sovvengo a fare i conti, la mia foresta è sempre più decimata, e anche gli alberi che ancora stanno in piedi mostrano segni di cedimento. È la selezione naturale, far posto a nuovi germogli che però sono sempre meno.  

E poi c’è il Natale dei regali, dei doni, delle strenne, regali avvolti in carte colorate, con fiocchi rossi e lustrini, regali si spera scelti per la persona che li riceve, regali pensati, anche piccoli ma fatti col cuore.

È bello quando si capisce che chi porge il dono lo fa per darti, assieme al pacchetto un pezzettino del suo tempo, quello in cui lo ha pensato, lo ha scelto, lo ha preparato. 

Sarà l’età, ma mi sembra – pur nel cambiamento – di ripetere sempre gli stessi gesti, è come se ogni anno salissi su una giostra che gira e accanto a me salgano sempre le persone a cui voglio bene. A volte alcune cavalcano con me i cavallini della giostra per lungo tempo a volte cambiano, chi è sceso è scomparso nella nebbia del tempo, ma so che ci sono, ci sono tutti laggiù da qualche parte.

È Natale! È ora che mi prepari per giocare anche questo giorno, così uguale e nello stesso tempo così diverso da tutti gli altri Natali della mia vita

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