
Si può vedere un film in compagnia stando ognuno a casa propria? Sono riuscita a fare anche questo. Un gruppo a cui ho aderito si riunisce la sera al cinema di Colonnata per vedere un film e poi commentarlo: una specie di cineforum… solo che io abito troppo lontano e quindi per me è impossibile andare fino a Sesto Fiorentino di notte.
Allora mentre loro guardano il film comodamente seduti nelle poltroncine della sala cinematografica io me lo guardo a casa, in poltrona. È come stare insieme e nello stesso tempo non starci.
Buffo!
Il primo film in programma è “The Imitation Game”, del 2014. Il film ha ricevuto numeroso candidature all’Oscar e ha vinto quella per la miglior sceneggiatura non originale. Ha vinto molti altri premi, che non sto a elencare.
La storia è conosciuta, almeno per chi sa chi è Alan Turing, il genio matematico precursore dell’era dei computer, ideatore della macchina che ha consentito di decifrare i messaggi tedeschi prodotti da “Enigma” durante la seconda guerra mondiale e ha fatto sì che si potesse far fronte agli attacchi che venivano diramati in forma criptata.
Alan Turing era un vero genio e come genio era anche incompreso, una persona difficile, chiusa nella sua torre, con tanti problemi tra cui il più grosso, nell’epoca in cui viveva, l’omosessualità.
Essere omosessuali in Inghilterra era una colpa grave che costava la galera a chi veniva scoperto, o in alternativa una cura farmacologica che provocava la castrazione chimica.
Era sicuramente un personaggio scomodo, fuori dagli schemi, difficile da comprendere, quasi impossibile essergli amico, chiuso nei suoi studi, non vedeva altro che la matematica, le teorie che hanno portato all’introduzione dell’informatica, precursore di quello che in futuro è diventato il computer.
Turing è un mito per chi studia i numeri e per chi si avvicina all’informatica come oggi è considerata. Se pensiamo che prima della seconda guerra mondiale la matematica era solamente teorica e trovava poche applicazioni nella vita reale. Le capacità di Turing hanno fatto sì che per necessità, per dover affrontare le difficoltà di attacchi aerei improvvisi e inaspettati si sia impostato un sistema di decrittazione che ha aperto la strada al mondo moderno.
Purtroppo Turing era un personaggio fuori da tutti gli schemi, scostante, isolato nel suo mondo, con grandi difficoltà a instaurare rapporti umani con i suoi simili, a lui interessano solo gli enigmi da risolvere, le sfide matematiche da vincere.
Ma ogni grande uomo, purtroppo ha qualche piccolo neo, Turing non è Dio, ma solo un piccolo uomo preda delle pulsioni più umane, e proprio queste lo hanno portato alla rovina. Scoperta la sua omosessualità è un uomo finito, condannato non sopporta il carcere e chiede la castrazione chimica. Questa lo fa cadere in depressione e poi alla morte per suicidio. Che grande perdita, chissà cosa avrebbe ancora potuto fare un genio come lui? Nel film Alan Turing è impersonato da Benedict Cumberbatch che ne fa una grande prova attoriale, in lui traspare tutta la sofferenza e la grandezza, la sicurezza delle sue capacità e la debolezza dei suoi sentimenti, l’euforia delle scoperte e la delusione del doverle mantenere segrete.
Il titolo del film richiama il gioco in cui ci si deve nascondere, mimetizzare, scomparire per lasciare in primo piano uno scopo più alto e importante: vincere la guerra contro i nazisti.
Alan Turing dimenticato e vilipeso per molto tempo è stato riabilitato solo dopo molti anni dalla sua morte, riconoscendogli la grazia postuma.
Io che sono una patita dell’informatica, della disciplina logica che sta alla sua base, non posso che essere grata a un uomo come Turing che può essere considerato il padre di tutto quello che è arrivato dopo e che ora ci sembra così scontato. Io che sto scrivendo sulla tastiera non posso nemmeno immaginare come doveva essere difficile un tempo anche solo fare un semplice calcolo e il logo con la mela del mio computer deriva dal frutto morsicato che fu trovato accanto a lui e che era probabilmente avvelenato.
Tutto scorre, tutto si collega.


Una risposta a ““The imitation game”: il film”
Film meraviglioso