“Il rapporto Pelican”: il film

Pomeriggio trascorso alla TV con il film: “Il rapporto Pelican” tratto da un romanzo di Grisham.

Ho letto moltissimi libri di Grisham, ne ho parecchi nella mia biblioteca, e tutti mi hanno appassionato per la capacità di essere coinvolgenti e molto stringenti nel racconto. Di parecchi ho anche visto i film da cui sono stati tratti e nessuno mi ha deluso.

Il rapporto Pelican non l’avevo letto, ma mi ha subito preso nella trama coinvolgente, nel complotto che viene ordito, nella scena quasi iniziale dell’attentato all’auto del professore/amante della protagonista: una giovanissima, quasi irriconoscibile, Giulia Roberts affiancata da un altrettanto giovane Denzel Washington.

Film del 1993 è abbastanza datato da farci vivere un mondo totalmente cambiato rispetto a quello attuale, una storia di corruzione politica che oggi sarebbe totalmente diversa; ma è bello ritrovare le atmosfere degli anni ’90, i primi cellulari, il modo di agire ancora analogico, auto americane lunghe come un piroscafo, un mondo che oggi è totalmente scomparso.

Niente come i vecchi film ci fanno capire come siamo cambiati nel giro di pochi decenni. Poco più di trent’anni fa eravamo ancora ai primordi dell’era tecnologica.

Credo che non ci sia molto da dire sulla trama: un complotto di corruzione che coinvolge i più alti gradi del Governo, Casa Bianca compresa, la fuga della protagonista braccata perché vuole rivelare ciò che sta dietro agli iniziali due assassinii, e vendicare la morte del compagno. Un giornalista che vuole lo scoop e alla fine ci riesce a incastrare i colpevoli. Giornalismo di altri tempi, che richiama un altro indimenticabile film “Tutti gli uomini del presidente” con due giganti del cinema come Dustin Hoffman e Robert Redford sulle tracce della scandalo Watergate (anni ’70).

Insomma un grande film piacevole da guardare, ormai senza suspence si può gustare con calma, e godere delle interpretazioni di due grandi attori divenuti poi due icone del cinema americano.

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