
Ieri si è concluso il secondo laboratorio dell’anno, quello che va da gennaio ad aprile, io lo chiamo “di primavera” perché lo finiamo sempre con la fioritura dei glicini.
È stato un percorso lungo e impegnativo, 13 incontri che hanno portato, chi ha partecipato, lungo il corso del fiume della propria vita. Ciascuna lo ha percorso dalla sorgente alla foce, mescolando le proprie acque – le proprie scritture – con quelle delle altre.
Si sono inserite due persone nuove che si sono subito ambientate a hanno portato una ventata di aria nuova al gruppo. I nuovi inserimenti sono sempre benefici perché altrimenti si tende a fossilizzarsi, a dare per scontato avvenimenti che sono successi e che le compagne conoscono già.
Il compito finale era quello di spedire una cartolina alle compagne di scrittura, e di scrivere una lettera a se stesse che conserverò e recapiterò fra qualche tempo. Un piccolo esperimento di scrittura verso una se stessa che nel frattempo percorre un altro tratto di strada. Una lettera assolutamente personale, non condivisa, un dialogo fra chi siamo ora e chi saremo fra un po’.
Ora ci prendiamo un mesetto di pausa. Anche io ho bisogno di fare una sosta, ma ho già pronto il programma per il prossimo laboratorio che inizierà il 7 maggio.
Il titolo sarà una sorpresa, intanto guardiamo gli animali nel Laboratorio di Scrittura Silenziosa


